Grande Aracri e gli incontri segreti con i russi

Dall’operazione Farmabusiness spuntano anche gli interessi illeciti della cosca sull’import-export delle biomasse

reggio emilia

Un pozzo senza fine l’inchiesta antimafia denominata Farmabusiness e che vede 19 persone raggiunte da misure restrittive ed accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a pubblico ufficiale.


Da quanto emerge dagli atti d’inchiesta – complessivamente sono 25 gli indagati – la cosca Grande Aracri voleva entrare in società con alcuni imprenditori russi per entrare nel business delle biomasse. Ai Grande Aracri, e nello specifico a due nipoti diretti del boss Nicolino Grande Aracri, farebbero capo infatti alcune società attive nel trasporto di cippato, la materia legnosa utilizzata per produrre energia nei vari impianti di biomasse presenti nel Crotonese, come quelli di Cutro e Strongoli. Da una conversazione intercettata nell’abitazione cutrese di Nicolino Grande Aracri – che risale al 2012 – gli inquirenti apprendono che il boss aveva convocato una riunione con alcuni imprenditori provenienti dalla Russia. «Incontro – si legge negli atti – che verteva sulla possibilità di innestarsi nel commercio di cippato attraverso la nascita e la fusione di due società, una in Italia e l’altra in Russia, in grado di curare l’import export via mare del predetto combustibile, di determinare i prezzi di acquisto e vendita, di sfruttare il sistema illecito delle false fatturazioni per conseguire ancora più ingenti profitti, di eludere investigazioni tributarie e di polizia giudiziaria, nonché di adottare stratagemmi idonei a trasferire capitali illeciti all’estero riciclandoli e farli così rientrare in Italia». Poco tempo dopo quella riunione con i russi, in occasione di una perquisizione sempre nella casa del capoclan furono ritrovati documenti commerciali relativi al cippato, qualità e prezzo, nonché informazioni sulle distanze tra il luogo di produzione e i porti di destinazione Arkhagelsk e San Pietroburgo. —