La Torre di San Prospero simbolo di forza torna a incantare Reggio Emilia

Alla scoperta della torre più amata dai reggiani, in attesa di poter partecipare alle visite guidate. Il restauro l’ha riportata all’antico splendore senza cancellare i segni del tempo

REGGIO EMILIA. Piazza San Prospero, piazza dei leoni, piazza piccola... comunque la si chiami è nel cuore dei reggiani. Da oggi ancora di più dato che il suo gioiello più bello, la torre della basilica che svetta nel cielo, è tornato al suo antico splendore.

Terminato il restauro, la torre di San Prospero incanta Reggio Emilia



Si era deciso di mostrare alla città il risultato del restauro in occasione della festa di San Prospero, patrono di Reggio Emilia, ma a causa dell’emergenza sanitaria in cui ci troviamo non sarà possibile. In attesa dunque di poter visitare la torre – sperando che presto gli assembramenti smettano di essere un problema – ci pensa la Gazzetta a mostrarvela.



Il restauro è iniziato il 24 novembre di due anni fa sulla base del progetto elaborato dallo studio Severi Architetti associati e degli accurati studi preliminari condotti con la consulenza del Cnr e dei professori Stefano Lugli dell’Università di Modena e Reggio e Marisa Laurenzi Tabasso della Sapienza di Roma.

I lavori, diretti dall’architetto Mauro Severi e affidati alla ditta Leonardo di Bologna, sono iniziati nella primavera successiva. L’intervento non ha toccato l’interno della torre, ma si è concentrato sull’esterno: occorreva infatti ripulire e consolidare in particolare il rivestimento di arenaria, una pietra friabile soggetta a corrodersi e sfaldarsi.

Reggio Emilia, Severi: "La torre di San Prospero un capolavoro da salvare"



Confrontandosi con la Soprintendenza, si è deciso di consolidare la torre così come era arrivata a noi, lasciando quindi traccia degli innumerevoli restauri che si sono susseguiti nei secoli. Ora è possibile leggerla in tutta la sua potenza con i segni delle cicatrici del tempo e degli interventi dell’uomo.

Reggio Emilia vista dall'alto, il panorama dalla torre di San Prospero



Alta 40 metri, la torre di San Prospero è un esempio di architettura rinascimentale, in pietra arenaria, marmo di Verona e laterizio, con una particolare forma ottagonale (che rimanda al simbolismo dell’ottavo giorno, quello della resurrezione della carne e dell’eternità) e tre ordini architettonici sovrapposti.

Un’opera incompiuta, tuttavia. Il progetto originario, infatti, prevedeva di arrivare, con un quarto ordine e la cupola puntuta, a 60 metri.

«È un simbolo – spiega Mauro Severi, direttore dei lavori di restauro – una dichiarazione di forza, un’affermazione del ruolo e potere di una città che nel Cinquecento sapeva chi era e cosa voleva».

Non un semplice campanile, dunque, ma una torre che facesse capire, con una sola occhiata, cosa ci si doveva aspettare dalla città, da Reggio Emilia. Lo stesso messaggio che lancia ora, finalmente libera da impalcature e ponteggi. Bellissima. —

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