Reggio Emilia piange monsignor Pietro Iotti

Il sacerdote aveva 97 anni. E' stato punto riferimento dei giovani di Azione Cattolica, consulente del Csi e cappellano dei vigili del fuoco

REGGIO EMILIA. La città e la chiesa in lutto per la scomparsa di monsignor Pietro Iotti, morto ieri sera all'età di 97 anni.

Nato a Bagno il 26 aprile del 1923, fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1946 dal vescovo Beniamino Socche. La sua prima destinazione operativa fu la chiesa di San Giacomo. Sotto la guida dell'allora parroco, monsignor Antonio Fornaciari, il giovane prete si prese cura dei giovani della parrocchia, dando vita ad un gruppo di fedelissimi che non ha mai smesso di seguirlo.

Si era appena usciti dalla guerra; già il ritorno alla vita normale era un'avventura e per i ragazzi di allora ci furono avventurose gite in Appennino e un ancor più coraggioso pellegrinaggio a Lourdes, che li cementarono nell'amicizia e nella devozione alla Madonna. Quella "Mamma celeste" che don Pietro invocava costantemente e che ha ricordato anche alla celebrazione del 70° anno di sacerdozio, quattro anni fa.

Nei suoi 74 anni di sacerdozio (traguardo raggiunto lo scorso 29 giugno) è stato punto di riferimento per i giovani di Azione Cattolica della parrocchia cittadina di San Giacomo, poi gli atleti e i dirigenti del Centro Sportivo Italiano, di cui è stato a lungo consulente ecclesiastico, gli studenti dell’Ipsia, i ragazzi e le ragazze delle colonie della Poa e della Srat, gli allievi della Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco.

Cappellano della Polizia di Stato per diverse decadi, ogni domenica, fino a qualche anno fa, ha officiato la messa nella caserma dei vigili del fuoco.

Importanti anche gli impegni a livello romano: in Vaticano la Fondazione Centesimus Annus e al Ministero degli Interni l’associazione Giovanni Palatucci, da lui fondata e presieduta per ricordare l’eroico questore deportato e morto a Dachau.

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