In sciopero gli operai della Rettifica Corghi per il contratto aziendale

Il presidio degli operai della Rettifica Corghi di Novellara

Novellara, la direzione rifiuta il confronto. Borciani (Fiom): «Abbiamo solo ricevuto un secco no». Vecchi, segretario Fiom rincara: «Oltre il danno la beffa»

NOVELLARA. I lavoratori di un’altra azienda metalmeccanica reggiana in sciopero per il contratto nazionale.
È la Rettifica Corghi di Novellara, dove la Fiom Cgil ha proclamato, su richiesta degli operai, un primo pacchetto di 10 ore di sciopero per protestare contro il rifiuto della direzione di negoziare un contratto aziendale.
La piattaforma è stata presentata a febbraio e «le rappresentanze sindacali hanno utilizzato tutti gli strumenti diplomatici a disposizione per evitare uno scontro – spiega Emiliano Borciani della Fiom Cgil di Reggio Emilia – ma purtroppo la nostra controparte non è stata in grado di andare oltre ad un secco “no” a tutte le nostre richieste».


Da allora ci sono stati due incontri e sono passati nove mesi, tempo in cui l’azienda ha potuto valutare e decidere come rispondere, ma nell’ultima occasione di confronto è arrivato l’ennesimo rifiuto a trattare e il sindacato ha dovuto prendere atto definitivamente dell’indisponibilità aziendale a negoziare e arrivare a un accordo di secondo livello. «A Roma la Federmeccanica non vuole riconoscere le richieste di Fim, Fiom, Uilm e parla di decentramento contrattuale, poi nei territori le aziende di Confindustria ostacolano la contrattazione aziendale – afferma il segretario Fiom di Reggio, Simone Vecchi – Per i lavoratori oltre il danno la beffa, ma non hanno intenzione di rassegnarsi. La realtà delle aziende contraddice tutti i giorni le finte promesse della Confindustria di Carlo Bonomi».

Gli operai della Rettifica Corghi, azienda di 58 dipendenti che svolge lavorazioni meccaniche, questa settimana hanno effettuato le prime cinque ore di sciopero, ma per il momento l’azienda non ha aperto alle richieste sindacali. Altre cinque ne restano salvo l’inasprirsi della situazione.«I lavoratori ci hanno dato un mandato a trattare, e questo significa trovare mediazioni. Gli operai sono consapevoli della situazione attuale e chiedono all’azienda di andare oltre l’emergenza di questo periodo – conclude Borciani – Vogliono un contratto e sono disponibili a mediazione, l’azienda invece sta assumendo un approccio conflittuale verso i propri dipendenti».

Per la Fiom reggiana ogni giorno che passa aumenta la distanza tra il modello contrattuale proposto da Federmeccanica e Confindustria e la realtà, che è costituita dalla maggioranza delle imprese che rifiutano la contrattazione aziendale e obbligano i lavoratori a scioperare per poter fare un accordo.

 

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