C’era un covo di inquilini abusivi in un’abitazione di via dell’Abate

La polizia in via dell'Abate

Reggio Emilia, cinque stranieri scoperti dai poliziotti della questura mentre dormivano in un appartamento sfitto

REGGIO EMILIA. Serratura forzata, materassi per terra, vestiti sporchi, borsoni e cumuli di immondizia ovunque. È la scena che si sono trovati di fronte gli agenti del posto di polizia di via Turri nel momento in cui hanno fatto irruzione in un appartamento di via dell’Abate, in pieno centro storico, occupato abusivamente e trasformato in un vero e proprio dormitorio da cinque immigrati clandestini.

Il locale è stato sgomberato e restituito al legittimo proprietario, mentre i cinque occupanti – di nazionalità tunisina, pakistana e albanese, giovani di età media sui 30 anni, tutti clandestini – sono stati denunciati per il reato di invasione di terreni ed edifici (l’ex articolo del codice penale che si chiamava occupazione abusiva, punibile su querela della persona offesa con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 1.032 euro).


Due degli occupanti abusivi, coloro per i quali sussistevano i requisiti di legge, sono stati immediatamente espulsi. In tempi di Covid-19, con l’impellente necessità di trovare un tetto per la notte per non essere sorpresi a zonzo durante il coprifuoco, ecco che rispunta il fenomeno dell’occupazione abusiva di locali sfitti, già conosciuto in passato senza che si possa dire, però, che la nostra città vi sia avvezza.Un rischio forte soprattutto nei quartieri cittadini a rischio microcriminalità comune, come via dell’Abate, vicino al parcheggio ex Caam, viuzza nota alla cronaca locale perché nel 2004 lì avvenne l’omicidio di una prostituta che riceveva a domicilio.

Da circa un mese, da una palazzina di via dell’Abate sono arrivate agli agenti in servizio al posto di polizia di via Turri diverse segnalazioni – da parte di singoli residenti e dell’amministratore condominiale – che parlavano di un via e vai intenso di sconosciuti che, al calar del sole, si recavano in un appartamento del quale era stata forzata la porta d’ingresso. I residenti hanno manifestato il timore che la promiscuità e l’andirivieni, in questa congiuntura di pandemia, potesse mettere a repentaglio la loro salute e quella dei loro cari.

In base a queste segnalazioni, due settimane fa la polizia ha eseguito un primo controllo, riscontrando la presenza di ben sette stranieri. La questione, però, non si è affatto risolta: perché evidentemente il passaparola tra i senzatetto è stato talmente rapido che ben presto nuovi arrivati si sono sostituiti ai primi sgomberati. A fronte di nuove segnalazioni, questa volta anche da parte del proprietario dell’immobile – un reggiano 60enne che, dopo problemi con il precedente affittuario, tiene il locale sfitto da due anni, recandovisi di rado –, giovedì scorso la polizia è tornata sul posto, sorprendendo all’alba cinque persone che dormivano in altrettanti giacigli di fortuna e in condizioni igieniche pessime.

Si può immaginare in che condizioni fosse ridotto l’appartamento, senza elettricità, senz’acqua in bagno e con residui di cibo sparsi per terra. Il dormitorio improvvisato è stato allestito all’insaputa del proprietario, avvisato da altri condomini del prosieguo del problema.Pare che, dietro all’occupazione, non ci fosse un “giro” illecito di posti letto (le persone non pagavano per poter dormire), bensì solo la necessità di trovare un riparo notturno che non fosse la casa albergo comunale, situata nella stessa strada, gli alloggi Caritas o i capannoni abbandonati delle ex Reggiane.

I cinque occupanti sono stati accompagnati in via questura, dove si è proceduto all’identificazione. Tutti sono stati denunciati, mentre solo per due – recidivi nell’infrangere le norme sull’immigrazione – il questore Giuseppe Ferrari ha firmato un provvedimento e la polizia è riuscita a ottenere due posti al Cpt (centro di permanenza per il rimpatrio) di Torino, dove al termine delle procedure amministrative i due giovani sono stati scortati.
 

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