Iva Zanicchi ora è guarita, ma che paura: “State attenti, poi lotteremo per rinascere”

La cantante di nuovo a casa: «Insieme al virus vengono dei cattivi pensieri, è forse la cosa peggiore, perché tu così non lotti più»

MILANO. Fresca ottantenne brillante, e di quelle che certo, a guardarle e sentirne l’energia, agli ottant’anni non farebbero pensare mai, Iva Zanicchi è tornata a casa dall’ospedale di Vimercate, dov’è stata amorosamente curata di Covid-19 per una settimana: «Ho fatto il tampone ieri, sono negativa», dice al telefono con malcelato orgoglio. Ci si ricorda all’improvviso che nella prima ondata della pandemia, l’Aquila di Ligonchio apparteneva alla schiera dei paurosi: circolavano foto di lei barricata nella villa di Lesmo, in Brianza, accanto a sua sorella e al compagno Fausto Pinna, seduti allegramente fra le fresche frasche. Dal telefono arrivava uno sfondo di risate, si intuiva che era una bella compagnia, pure nel lockdown.

Cara Iva, con tutta la paura che mi confessava la scorsa estate, come ha fatto ad ammalarsi?


«Il virus è entrato in casa e ci ha infettati tutti. Ha presente quei raduni familiari dai quali viene raccomandato di tenersi lontani? Bene, abbiamo fatto un raduno familiare, per la cresima del nipote di mia sorella. Per primi sono stati male mia figlia con mio genero, dopo due giorni eravamo tutti malati. Il mio compagno è forte e ha superato abbastanza bene, ora sono preoccupata per mio fratello, ancora ricoverato, che è cardiopatico».

Ma lei come sta?

«Non ho più bisogno dell’ossigeno, respiro bene. Mi hanno dato da fare a casa le cure che sono sempre quelle: antibiotico, cortisone, eparina nella pancia».

Come gestite gli spazi all’interno della casa?

«Dormiamo in camere separate, ognuno ha i propri servizi, per fortuna la casa è grande. Come le dicevo io ho fatto tampone, sono negativa ma bisogna stare attenti. Bisogna sempre fare attenzione. Speriamo che la gente lo capisca. Poi, lotteremo per rinascere».

Lei è finita all’ospedale di Vimercate. Com’è andata?

«Un bell’ospedale nuovo, con tanta luce e camere ampie. E tutti quei medici e infermieri che lavorano come dei matti, pesantemente bardati dentro un caldo da morire. Non riescono quasi a camminare, non possono andare in bagno perché ci metterebbero un secolo a togliersi le protezioni, quindi non mangiano e non bevono. Dei martiri. Eppure la gente non se ne accorge, c’è come un rifiuto...Dopo l’estate c’è stato un rilassamento, forse è captato anche a me, e infatti me lo sono preso».

Che cosa le ha lasciato come strascico il virus, per ora?

«Io che non sono mai stata depressa mi scopro a piangere, mi vengono dei cattivi pensieri, è forse la cosa peggiore perché tu così non lotti più».

Lei aveva giurato che non sarebbe uscita, ma l’abbiamo vista molte volte in tv.

«Ma lì è tutto più sicuro, i truccatori hanno la mascherina, c’è il distanziamento. Non l’ho preso lì ma in famiglia».

E adesso si comincia già a parlare, anzi a straparlare, del Natale.

«Non possiamo non festeggiare il Natale. Ci addobberemo le case, lo festeggeremo in un altro modo, torneremo alle origini di una bella festa religiosa. Poi ci sono anche le videotelefonate...».

Non è sola nel mondo dello showbusiness italiano a essersi contagiata. Anche la Ornellina Vanoni.

«Ho avuto un suo messaggino, ma so che lei è rimasta a casa. Mi hanno scritto in tanti: anche la Milva che mi ha molto commossa, e Albano, e Fausto Leali che mi chiama tutti i giorni». —

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