Arresto cardiaco e saturazione Per Martina una situazione gravissima

Luzzara

La morte di Martina Bonaretti ha letteralmente sconvolto un intero paese. Gli ultimi giorni della ragazza sono stati vissuti con apprensione da tutta la comunità luzzarese, che ha atteso con trepidazione una buona notizia dall’ospedale, purtroppo mai arrivata.


Già nei giorni scorsi, appena ricoverata a Guastalla, il quadro clinico della giovane si era complicato notevolmente. Oltre alla positività al Covid (insieme a Martina erano positivi anche entrambi i genitori) a far precipitare la situazione è stato l’arresto cardiaco che la 21enne ha manifestato; una “spia” che ha immediatamente allertato i medici e gli infermieri sulla gravità della situazione. All’ingresso in ospedale, inoltre, Martina manifestava un valore molto basso della saturazione di ossigeno del sangue: questo indice ematico permette di stabilire il grado di funzionalità respiratoria dell’individuo. I valori, in condizioni normali, si aggirano intorno al 95-100%. In questo caso specifico, la ragazza è arrivata con un valore di circa la metà, sintomo di gravi difficoltà anche in ambito respiratorio.



Martina, anche prima di contrarre il Covid-19, da qualche tempo si sottoponeva a controlli medici con l’obiettivo di monitorare il peso e la condizione degli apparati respiratorio e cardiaco.

Una situazione, la sua, tutt’altro che grave ma che richiedeva di tenere costantemente monitorata la salute. L’arrivo del coronavirus ha, probabilmente, compromesso la situazione. Se nei giorni successivi al tampone che ha certificato la sua positività non si erano manifestati particolari problemi, la situazione è andata via via peggiorando, con le difficoltà respiratorie che si sono sempre più amplificate, rendendo necessario il trasporto d’urgenza all’ospedale. Poi l’arresto cardiaco che ha ulteriormente minato il fisico della ragazza. —

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