«Aiutatemi, muoio, muoio...»: colto da un malore in aula

Durante la convalida dell’arresto crisi d’ansia per l’imputato che ha distrutto l’auto alla moglie. Si riprende in ospedale. Resta in cella per i danni e anche per aver violato l’allontanamento dall’abitazione

GUASTALLA. «Aiutatemi, io muoio, io muoio!». Piange, poi cade improvvisamente a terra il 47enne che, in tribunale, sta affrontando l’udienza di convalida dell’arresto per essersi accanito – lunedì sera – sulla macchina della moglie nel contesto di una burrascosa separazione.

In aula a Reggio Emilia vi sono la moglie, uno dei figli, un’amica e il giudice Cristina Beretti si è appena ritirata in camera di consiglio per decidere quanto sin lì discusso.


Il guastallese – d’origine campana – è già molto provato prima che inizi l’udienza, in quanto sa già che rimarrà in carcere: per aver violato l’obbligo di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla moglie, gli è stata infatti notificata la misura cautelare in carcere da parte del gip Dario De Luca (cioè il magistrato intervenuto a monte con un’ordinanza dopo che in settembre la donna aveva denunciato il marito per aver danneggiato la casa e la sua auto non appena aveva saputo che lei intendeva separarsi). Ebbene, quando il 47enne in aula ha visto– ieri mattina – i familiari è stato colto da una crisi d’ansia. Prima il pianto a dirotto, poi un malore a dir poco preoccupante (si è temuto anche l’infarto), tanto che dopo i primi soccorsi dei familiari, del difensore Alessandro Carrara e dei carabinieri presenti, è stato avvertito il 118. Un intervento rapido, la situazione pian piano si tranquillizza, comunque l’uomo viene portato in ambulanza al pronto soccorso del Santa Maria Nuova per una serie di controlli, in quanto si tratta di persona seguita dai servizi sanitari per una serie di problematiche.Smaltiti positivamente gli accertamenti ospedalieri – avvenuti alla presenza dei carabinieri che lunedì l’avevano arrestato – il 47enne è stato dimesso e portato in carcere alla Pulce.

Prima del malore, il disoccupato guastallese ha spiegato di essere in pratica, da settembre, separato in casa, in attesa di trovare a Guastalla un’altra sistemazione. Quindi da due mesi ai ferri corti con la moglie, lunedì ha ricevuto il provvedimento restrittivo del gip De Luca e lì è scattata la sua rabbia. Passato in serata dalla casa di famiglia per prendere dei vestiti e il caricabatteria, dice di aver visto il figlio più piccolo piangente alla finestra che gli urlava disperato: «Sei il miglior papà del mondo!». È qui che scatta la furia devastatrice sulla macchina della moglie che vede tutto e terrorizzata chiama i carabinieri. A fatica, poi l’arresto per danneggiamento aggravato e per le violazioni relative alle imposizioni poco prima notificate. Anche per il danneggiamento il giudice Beretti ha optato per la misura cautelare in carcere. —