L’Esercito a Reggio esegue i tamponi nella battaglia contro il Covid

L’esercito impiegato al drive trough di via Amendola

I militari impiegati nel drive-trough allestito in via Amendola. Al via all’ex Spallanzani i test rapidi con l’esito in 15 minuti

REGGIO EMILIA. È in funzione da lunedì 16 novembre la tensostruttura montata nel cortile dell’ex-ospedale Spallanzani dai volontari della Protezione Civile per effettuare i test rapidi antigenici. Il metodo è quello del drive-through, trasferito dalla ristorazione alla sanità. Ci si avvicina alla postazione guidando l’automobile e senza scendere ci si sottopone all’esame. Il tampone viene processato direttamente sul posto senza la necessità di ricorrere a un laboratorio. Nei giorni scorsi era già stata effettuata una cinquantina di test, anche per consentire al personale sanitario di ricevere la necessaria formazione.

Nicoletta Natalini, direttore sanitario dell’Ausl di Reggio Emilia


«Il tampone antigenico – spiega Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria dell’Ausl – è la nuova modalità diagnostica che va a ricercare i frammenti di virus che costituiscono il suo rivestimento esterno, a differenza del tampone molecolare fatto finora che va a cercare l’Rna dentro al virus, cioè il suo codice genetico. Questi tamponi indicano se il virus è presente, ma non sono diagnostici in senso stretto. L’unico tampone utilizzato per una diagnosi certa è quello molecolare. I tamponi antigenici sono usati soprattutto per lo screening. Sono molto attendibili quando ci aspettiamo un risultato negativo, quindi sulla grande popolazione, Non li useremo, invece, su persone sintomatiche che accusano tosse e febbre, per le quali vale il tampone molecolare».

L’esecuzione dei tamponi ultrarapidi con esito in quindici minuti


«Per i test antigenici – precisa la dottoressa Natalini – si usa una saponetta analoga a quella dei test sierologici. Si fa il tampone, si mescola con un liquido e si sparge sulla saponetta, Il tempo di risposta è diverso a seconda delle marche. Varia dai sei ai quindici minuti. La persona, fatto il tampone, può andare a casa. Appena avremo registrato l’esito sul sistema informatico lo comunicheremo tramite sms. Se sarà positivo la persona sarà ricontattata con un altro sms per sottoporsi al tampone molecolare di conferma. Se l’esito sarà negativo la persona sarà libera. Ora, infatti, usiamo il test rapido per chiudere le quarantene di chi è a casa e gli isolamenti nelle scuole. Così queste persone potranno ritornare alla loro vita normale».

Reggio Emilia, tamponi in 15 minuti al nuovo drive trough: ecco come funzionano



Un’altra tensostruttura di drive-through è installata da ieri nella sede dell’Ausl, in via Amendola. Vi opera, insieme al personale dell’unità sanitaria, una unità dell'Esercito formata da un tenente medico, una donna, e da quattro sottuficiali infermieri. Fa parte del progetto Igea avviato all’inizio di novembre dal ministero della Difesa, in collaborazione con quello della Sanità, per supportare le strutture ospedaliere nella lotta alla pandemia. Il progetto prevede l’allestimento in tutto il territorio nazionale di duecento drive-through gestiti da 1.400 unità di personale militare specializzato. Il primo è la tensostruttura montata a Roma in uno spazio della cittadella militare Cecchignola.

«L'iniziativa – ha detto il ministro Lorenzo Guerini presentando il progetto – permette di alleggerire la pressione sugli ospedali che nell’ultimo mese lavorano costantemente nella modalità drive-through, dove i tempi di attesa avevano raggiunto anche le dieci ore». In città funziona un terzo drive-through presso l’arcispedale Santa Maria Nuova. È stato realizzato al posto della “camera calda” vicina al Pronto Soccorso che, essendo dotata di un ingresso e di un'uscita rapida per le ambulanze, si presta bene all’accesso delle automobili di chi si deve sottoporre all’esame. Altre postazioni sono installate nei distretti sanitari della provincia, a Guastalla, Correggio, Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti.