Gli scavi della Terramara sfidano il Coronavirus e riemerge l’antico ponte

Lo scavo archeologico della Terramara Santa Rosa di Poviglio, partito nel 1984, è giunto alla 37esima edizione. Ma continua a regalare nuove emozionanti scoperte

POVIGLIO. Lo scavo archeologico della Terramara Santa Rosa di Poviglio è uno dei più longevi tra quelli organizzati dall’Università degli studi di Milano: partito nel 1984, è giunto alla 37esima edizione. Ma nonostante questo, continua a regalare nuove emozionanti scoperte. Anche durante l’estate scorsa, nonostante le previsioni fossero di grandi difficoltà o addirittura di impossibilità nello svolgere attività di scavo archeologico a causa della pandemia, un determinato gruppo di archeologi e geoarcheologi è riuscito, rispettando le normative sanitarie vigenti in quel periodo, a esplorare per quattro settimane una nuova porzione del villaggio dell’Età del Bronzo.

Grazie alla determinazione degli enti coinvolti – Dipartimento di scienze della terra “Ardito Desio” dell’università degli studi di Milano, Comune di Poviglio, Museo della Terramara di Poviglio e Mibact – durante il mese di agosto di quest’anno si è svolto lo scavo di una porzione molto significativa del villaggio terramaricolo: l’area meridionale del ponte che connetteva i due agglomerati dell’insediamento.


Il villaggio terramaricolo era infatti costituito da due agglomerati di abitazioni e aree funzionali (il villaggio piccolo e il villaggio grande) limitati da fossati e connessi da un ponte.

L’indagine su questa infrastruttura è stata avviata qualche anno fa ed è ora giunta a completamento, evidenziando come il ponte fosse una preziosa connessione tra le aree abitative del villaggio piccolo e del villaggio grande: sono state identificate le buche di palo relative alla struttura portante il ponte e gli accumuli di cenere e ceramica corrispondenti alle abitazioni prossime alle due estremità del ponte.

Il ponte della Terramara di Poviglio rappresenta una struttura viaria di estremo interesse, dato che rappresenta il solo esempio noto per la civiltà terramaricola, e l’indagine presso il sito di Santa Rosa dimostra nuovamente come i villaggi dell’Età del Bronzo fossero estremamente complessi e ben organizzati dal punto di vista urbanistico. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA