Elettric80 e Bema, i dipendenti in cassa integrazione ma a stipendio pieno

Gli uffici degli stabilimenti di Elettric80 e Bema, a Viano

Viano, decisione delle aziende gemelle per tutti i loro lavoratori. Grassi e Cavriani: «Orgogliosi di reintegrare la differenza» 

VIANO. Elettric80 e Bema si faranno carico della differenza economica fra stipendio “normale” e cassa integrazione per tutti i propri dipendenti. Le due aziende con sede a Viano, da sempre realtà gemelle che procedono insieme a livello lavorativo e gestionale, hanno dovuto ricorrere nei mesi scorsi alla cassa integrazione concessa dal governo durante la crisi sanitaria. Una scelta in alcuni casi obbligata, in un periodo in cui vi erano vincoli di distanze e in cui parecchie attività – soprattutto quelle degli stabilimenti produttivi – erano inevitabilmente ridotte. Chi si è trovato in cassa integrazione ha ricevuto un compenso ridotto rispetto al solito, lo strumento di sostegno si basa su una percentuale del canonico salario. Inoltre, non comprende eventuali integrazioni aggiuntive o gli straordinari.

Enrico Grassi, il presidente delle due società con sede a Viano e Rondinara


La proprietà, rappresentata da Enrico Grassi e Vittorio Cavirani, presidente e vicepresidente delle due società, ha però deciso di colmare questo buco: «Siamo orgogliosi di reintegrare la differenza economica a tutte le persone del gruppo che, per motivi di necessità, hanno dovuto usufruire della cassa integrazione, certi che insieme possiamo costruire e proteggere un futuro migliore per le nostre famiglie e il nostro territorio», hanno annunciato.

Il provvedimento vale per gli assunti nelle sedi italiane, quelle operative in primis a Viano e a Rondinara, dove è stato inaugurato il nuovo sito logistico. Insieme, Elettric80 e Bema contano diverse centinaia di operatori, e quelli per cui soprattutto in primavera è stata usata la cassa integrazione sono parecchi. Il lavoro di consulenza e assistenza a distanza, per clienti esteri e italiani, è sempre proseguito, così come la progettazione e lo sviluppo.

Più complesso muoversi a pieno regime nelle officine e in alcuni altri settori, dove il lavoro a distanza non era applicabile. «Fin dall’inizio dell’emergenza ci siamo impegnati per contribuire in modo significativo attraverso i nostri comportamenti alla tutela della salute e del benessere delle persone, dell’ambiente che ci circonda», affermano Grassi e Cavirani, rivendicando il legame con il territorio.

Infatti, precisano, «siamo riusciti a farlo grazie alla disponibilità e al senso di responsabilità di tutti coloro che lavorano all’interno del nostro gruppo, nella sede di Viano e nelle nostre 13 filiali, e grazie allo sviluppo di una filiera corta, realizzata moltissimi anni fa all’interno del tessuto produttivo locale, fatta di pochi fornitori scelti ed affidabili, che ci consente di non fermare la produzione». Ora, la scelta del ristoro estesa ai dipendenti di entrambe le società, prossime, con ogni probabilità, ad una fusione definitiva che sancirebbe anche formalmente lo strettissimo legame.