Addio a don Tino Munari, il sacerdote che amava volare con il deltaplano

Don Tino Munari, ucciso dal Covid

Reggio Emilia, si è spento a 86 anni all’ospedale di Guastalla, dove era ricoverato da giorni. Prete vulcanico e coraggioso, autore di diversi libri. Mercoledì 18 novembre alle 11 i funerali a Roteglia

REGGIO EMILIA. La diocesi e la chiesa reggiana sono in lutto. E, durante questa terribile pandemia, piangono la scomparsa di un altro amatissimo sacerdote reggiano. Il Covid-19 ha infatti portato via un altro sacerdote del clero diocesano: ieri all’ospedale di Guastalla, dove era ricoverato da diversi giorni, è morto l’ottantaseienne don Tino Munari.

LA VITA. Nato a Roteglia il 25 agosto 1934, don Tino Munari aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1961. I primi incarichi pastorali lo videro vicario cooperatore a Villa Sesso (1961-1962), quindi parroco a Camporella dal 1962 al 1967. Successivamente, don Munari venne quindi nominato vicario economo a Cerredolo di Toano (che allora si trovava nel territorio dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola) per il periodo compreso fra il 1967 e il 1983. Nel 1983, invece, il sacerdote divenne parroco a Villa Bagno, dove rimase fino al 1986, quando venne trasferito a Fellegara. Qui don Tino è rimato parroco per circa quindici anni, fino al 2001, dopodiché è stato inviato come collaboratore nell’unità pastorale di Novellara.

GLI INTERESSI.  Dietro un’apparenza semplice e bonaria, don Tino è stato in realtà un uomo provvisto di grande creatività e anche di una certa audacia, capace fra l’altro di pilotare il deltaplano, di guidare l’autobus parrocchiale e di improvvisarsi persino straccivendolo per uno scopo benefico: quello di finanziare la costruzione di un asilo. Monsignor Francesco Marmiroli, già Vicario generale della Chiesa reggiano-guastallese, lo ricorda anche come un sacerdote molto operoso e attivo, curioso e ricco di interessi, con un forte desiderio di conoscere e approfondire; partecipava sempre volentieri tanto alle riunioni diocesane quanto agli incontri culturali e frequentemente interveniva per porre domande.

I LIBRI. Il suo bisogno di comunicare si era manifestato anche nella stesura di alcuni libri auto-pubblicati in cui don Munari annotava le sue riflessioni e le sue opinioni sugli argomenti più disparati. “La vita alla ricerca del senso”, “Sguardo sul mondo” sono ad esempio alcuni dei titoli dati alle stampe, con i proventi che finivano immancabilmente a sostegno delle attività caritative e missionarie. Sacerdote vulcanico, generoso, dotato di un tratto vivo e affabile di umanità.

I FUNERALI. Il funerale di don Tino, con la santa Messa presieduta dal vescovo Massimo Camisasca, avrà luogo mercoledì 18 novembre alle 11 nella Collegiata di Santo Stefano in Novellara. Successivamente la salma sarà trasferita presso il cimitero di Roteglia.