Tangenziale e zone abitate: sul sottostralcio l’incognita della vicina urbanizzazione

Mentre il primo tratto è pronto al via dei lavori, restano diversi interrogativi su quello che porterebbe alla conclusione di un’opera tanto attesa

NOVELLARA. Il complesso iter della tangenziale di Novellara – aperto da anni – risulta essere problematico non solo relativamente al primo sottostralcio che sta per essere cantierato nonostante due ricorsi legali ancora pendenti al Tribunale amministrativo regionale, ma anche per il secondo e ultimo sottostralcio, un chilometro tra via Valle e la provinciale per Reggiolo, che completerebbe l’opera mettendola a pieno regime, dopo decenni di ricorsi legali e stallo amministrativo.

Su questo tratto, un ricorso al Tar di Parma nel 2014 aveva dato ragione ad alcuni residenti che avevano ravvisato irregolarità nella disciplina degli espropri. Sentenza poi confermata dal Consiglio di Stato che, dopo un passaggio alla Corte costituzionale, nel 2017 ha dato definitivamente torto al Comune di Novellara, poiché non eseguì gli espropri necessari per costruire la tangenziale entro dieci anni dalla delibera che li autorizzava. La sentenza bocciò anche parte della documentazione tecnica allegata in quanto datata e obsoleta, come i tassi di incremento del traffico risalenti agli anni Ottanta e la Valutazione d’impatto ambientale (che rileva inquinamento e rumore del traffico) risalente al 1999, quando il quartiere “Principessa”, oggi adiacente all’ipotetica tangenziale, non era ancora stato costruito. Motivi per cui la sentenza invalidò in toto anche il Piano operativo comunale. È un tratto di tangenziale già previsto nel Piano regolatore del 1974, quando il tracciato correva in aperta campagna, ma l’urbanizzazione degli ultimi decenni, sia residenziale che industriale, ha raggiunto e oltrepassato l’area di progettazione dell’asse viario, espandendo significativamente il centro abitato del paese. Da quanto si legge sui documenti ufficiali, si tratta di una “strada extraurbana di scorrimento a valenza regionale”. Concepita originariamente per alleggerire la vecchia provinciale dal traffico extraurbano, oggi si prefigge anche di collegare importanti assi di traffico locale (Reggio Emilia – Reggiolo e Carpi – Guastalla), regionale e nazionale (i caselli autostradali di Autobrennero e Autosole, e la stazione Mediopadana dell’alta velocità ferroviaria), e persino europeo.


Se il tracciato del secondo sottostralcio non venisse modificato, rischierebbe di diventare ancora materia per altri ricorsi, con ennesima impasse amministrativa. Ma trovare un’alternativa non è facile: esiste già una rotonda su un tratto operativo di tangenziale pronta a innestarsi con il tracciato ipotizzato, per cui ogni variazione comporterebbe uno stravolgimento del piano complessivo dell’opera, sia nella sua funzionalità complessiva, sia nei costi di realizzazione. —

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