La padrona di Milo va in struttura lui ha bisogno di una nuova casa

Abituato a vivere a stretto contatto con la padrona, soffre la solitudine. Il figlio della donna: «Serve qualcuno che abbia tanto tempo da dedicargli» 

REGGIO EMILIA. Milo è un bellissimo e dolcissimo cane di razza dalmata di 9 anni e mezzo. Era stato adottato da Matteo Brusa, ma di fatto era diventato il cane dei suoi genitori, dopo che lui era andato via di casa. «Viveva in appartamento, con mia madre erano inseparabili» racconta.

Un anno e mezzo fa, però, il padre di Matteo è morto e ora la madre, affetta da una patologia, dovrà essere ricoverata in struttura. «Nel giro di meno di due anni, sono rimasto da solo a dovermi occupare di tutto» confida. Anche di Milo, che naturalmente è andato a vivere con lui.


Ovviamente, sta risentendo della separazione con la padrona. E ha sviluppato un attaccamento morboso a Matteo. «È regredito. Sembra di nuovo il cucciolo che era quando l’ho preso. Se non sono con lui, abbaia sempre».

È la solitudine che Milo soffre molto. E Matteo oltre a doversi occupare di tutte le pratiche che riguardano la situazione della madre, deve lavorare. Milo non può più contare su di una persona, come aveva prima, che si occupava di lui a tempo pieno. Da qui, la dolorosa presa di coscienza da parte di Matteo che a Milo serve una famiglia sempre presente, un padrone che abbia il tempo di occuparsi di lui come era abituato. E che non lo lasci mai solo.

Così, si è mobilitato per cercare qualcuno adatto a lui. E per farlo è entrato in contatto anche con l’associazione “Amore Randagio” e Bruna Mangano, una “specialista” di queste situazioni, per evitare che cani abituati alla casa finiscano in canile. «Lui è un coccolone, bravissimo in casa, va d’accordo con i cani femmina». Info: Bruna 339-523.1647. —

Elisa Pederzoli

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