Coronavirus, la vita fra l'Emilia e la Lombardia: «La nostra famiglia è divisa ma bisogna tenere duro»

Manuela Marasi abita a Brescello, i genitori a Boretto e il fratello a Viadana «Abbiamo fatto un’ultima cena prima del lockdown lombardo»

BORETTO

Tra Boretto e Viadana c’è un rapporto radicato nel tempo, poiché da sempre sono tantissimi i cittadini delle due sponde del Po che vivono e lavorano tra Emilia-Romagna e Lombardia. Numerose sono le coppie “miste” che abitano al di qua o al di là del ponte, così come sono molti gli studenti borettesi che frequentano le scuole superiori a Viadana. Gli scambi, dunque, sono assai frequenti e perciò non mancano i casi di persone che sono chiamate a destreggiarsi tra una regione “gialla” (Emilia Romagna) e una regione “rossa” (Lombardia), non senza complicazioni.


È il caso, ad esempio, della famiglia Marasi di Boretto, che a causa delle norme contenute nell’ultimo decreto non potrà ritrovarsi come d’abitudine, privando i nonni della gioia di vedere il nipotino Jacopo, di circa due anni e mezzo.

A Boretto vivono i coniugi Lino e Laila, di 78 e 75 anni, che hanno due figli, trasferitisi fuori paese dopo aver messo su famiglia: la maggiore, Manuela, vive nella vicina Brescello con il marito Ermes, mentre Marco abita con la moglie Simona e il piccolo Jacopo proprio a Viadana, e nelle attuali condizioni non può riunirsi con i suoi cari.

«La situazione non è semplice – spiega Manuela – perché se da un lato mio padre è ancora in gamba, mia madre ha dei problemi respiratori cronici che la costringono ad assumere ossigeno 24 ore al giorno. Nelle sue condizioni di salute, vedere il figlio di mio fratello rappresenta una vera e propria iniezione di vita, che le fa per un po’ dimenticare i problemi di salute. Accuserà sicuramente il colpo di questa situazione forzata, anche perché era abituata a stare con lui ogni fine settimana. Ma non possiamo farci nulla. Io che non ho le stesse limitazioni di Marco cerco di andarci più spesso che posso in modo da dare una mano, ma con mille precauzioni».

«Purtroppo bisogna stare alle regole – aggiunge il fratello Marco – e trattandosi di zona rossa non ci possiamo muovere, se non per le motivazioni previste. Qui a Viadana al momento ci sono circa 130 contagiati, ma la situazione è abbastanza tranquilla e i controlli non sono pesanti. Certo bisogna limitare molto gli spostamenti. Proprio perché sapevamo che la Lombardia era a rischio chiusura, nei giorni scorsi abbiamo fatto un’ultima cena tutti insieme con la famiglia per salutarci e darci appuntamento a tempi migliori. Ora si tratta di capire quanto tempo durerà questo momento, speriamo che non sia lungo come il lockdown di primavera, ma ho qualche dubbio. I genitori? Ci arrangiamo con qualche videochiamata, avvertono molta nostalgia di Jacopo. È vero che con l’autocertificazione, viste le condizioni di mia madre, potrei sconfinare, ma visto il momento generale preferiamo non rischiare».

«Speriamo che l’emergenza passi presto – conclude – in particolare per le persone anziane. Quelle che non sono ammalate di Covid rischiano poi importanti ripercussioni psicologiche». —