L’archivio in memoria di Misiano Barbieri sui legami fra Reggio Emilia e i Saharawi

Completato il riordino dell’ingente mole di materiale messo a disposizione da Cinzia Terzi in ricordo del fondatore di Mag6

REGGIO EMILIA

Un luogo curato per conservare la memoria di un impegno decennale e il ricordo di una persona generosa. In questi giorni sono state completate le operazioni di riordino del nuovo fondo archivistico “Misiano Barbieri”, creato negli spazi dell’istituto storico reggiano Istoreco in via Dante.


Raccoglie materiale spalmato in parecchi anni, dalla fine del millennio scorso ad oggi, legato alla storia del popolo dei Saharawi e all’associazione Jaima Saharawi, da decenni attiva nel sostegno ai nomadi nordafricani in Italia e in Nord Africa, nei campi profughi.

Il fondo privato è stato messo a disposizione da Cinzia Terzi, una delle reggiane più coinvolte nelle azioni solidali per i Sahrawi, ed è dedicato alla memoria di un grande protagonista della cultura e dell’impegno sociale e pacifista di Reggio, Misiano Barbieri. Scomparso nel 2012 a 51 anni, Barbieri era stato fra i fondatori della libreria Infoshop e della cooperativa Mag6, oltre che uno dei primissimi a sostenere Cinzia Terzi nei suoi sforzi a favore del popolo Sahrawi, oggi portati avanti dall’associazione Jaima Sahrawi con progetti in Nord Africa, nel deserto algerino, e in Italia, con periodi di cura e ospitalità per i bimbi che normalmente vivono nei campi profughi.

I rapporti solidali fra Reggio e il continente africano sono fortissimi da mezzo secolo, dai tempi di Giuseppe Soncini, e da tempo Istoreco ospita proprio un archivio Reggio-Africa dedicato a questa esperienza di cooperazione e sostegno internazionale.

L’istituto storico è diventato quindi “sede naturale” per accogliere questo fondo privato, risistemato nelle scorse settimane grazie agli sforzi di Jacopo Verga, ricercatore storico iscritto al Master in Public History promosso dall’università Statale di Milano in collaborazione con la Fondazione Feltrinelli.

Per il suo tirocinio obbligato previsto dal master, Verga ha scelto di lavorare in Istoreco per riordinare tutti i materiali del fondo, così da rendere l’archivio più semplice da fruire per chiunque abbia curiosità e necessità di approfondire l’argomento.

«La scelta di affidare tali materiali ad Istoreco è stata fortemente influenzata dalla possibilità di metterli a disposizione di ricercatori interessati sia allo studio della situazione del Sahara occidentale sia dei progetti, basati in Reggio, di sensibilizzazione e di cooperazione internazionale svolti a favore del popolo Sahrawi, nell’arco di 15 anni», sottolinea la referente dell’archivio Reggio-Africa Chiara Torcianti.

Cosa si trova all’interno del fondo dedicato a Misiano Barbieri? «Si tratta di un archivio dalle caratteristiche eterogenee: infatti, comprende documenti cartacei e complessi dossier relativi a peculiari iniziative, fino ad arrivare a manifesti, volantini, fotografie», spiega sempre la Torcianti.

I faldoni dell’archivio raccolgono «documentazione sulla storia del Sahara occidentale e sulle molteplici attività di sostegno al popolo sahrawi sviluppatesi a Reggio Emilia nel periodo il 1996 e il 2001, ovvero a partire da alcuni anni precedenti alla costituzione dell’associazione Jaima Sahrawi nell’aprile 2000». —