Le botte in famiglia? «Non ho mai visto il papà picchiarci» e il giudice lo assolve

Il 47enne denunciato per maltrattamenti dalla moglie ma in aula la figlia della coppia difende a spada tratta il padre

REGGIO EMILIA

Assolto dall’accusa di maltrattamenti contro familiari per non aver commesso il fatto: si è concluso in fase preliminare con un colpo di scena – la figlia maggiore ha scagionato il padre – il processo a carico di un 47enne, che secondo la moglie 46enne sarebbe stato violento nei confronti suoi e delle figlie. La vicenda risale allo scorso anno, quando dopo l’ennesimo intervento dei carabinieri nell’abitazione della coppia per un litigio, la moglie ha sporto denuncia contro il consorte raccontando di un rapporto di sudditanza e di umiliazioni, fisiche e psicologiche, perpetrate anche contro le figlie all’epoca di 11 e 17 anni.


Secondo la donna il comportamento del coniuge, con il vizio dell’alcol, sarebbe peggiorato con il tempo: pretendeva un controllo assoluto dei soldi, con rendicontazione delle spese, lei non aveva nulla di intestato né aveva accesso al conto corrente; la minacciava spesso e la costringeva ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, specie quando alzava il gomito; l’aggrediva fisicamente, in un episodio scagliandole addosso il cellulare e colpendola sulla coscia destra, e prendeva a schiaffi le figlie; la offendeva tramite messaggi sul suo profilo Facebook o via telefono; infine, rivolgendosi ai parenti di lei, esprimeva la volontà di aggredirla.

In seguito alla denuncia e all’inchiesta dei carabinieri il pm Maria Rita Pantani ha interrogato parecchie persone, tra le quali le due sorelle e la mamma della vittima. Quest’ultima non si è costituita parte civile ed è rimasta nel procedimento come parte offesa, senza nominare un avvocato. A gennaio, alla prima udienza, l’avvocato difensore del 47enne, Ernesto D’Andrea, ha chiesto il rito abbreviato condizionato a poter ascoltare la figlia, diventata maggiorenne; testimonianza ammessa dal gup Luca Ramponi. Tre giorni fa, in tribunale, ha deposto la ragazzina, che ha smentito la ricostruzione della madre: la studentessa ha dichiarato che non è vero che il padre picchiava loro o la madre, anzi ha riferito che era la madre a colpirla con “schiaffoni correttivi” perché lei era svogliata nello studio.

Nonostante le frequenti discussioni, la ragazza ha ribadito di non aver mai visto il padre alzare le mani, mentre sull’aspetto economico ha asserito che la madre spendeva troppo per sé e non comprava mai nulla per le ragazze.

Una ricostruzione eclatante. Per di più, ha sottolineato il difensore, nemmeno la madre e le sorelle hanno confermato la versione della donna, dichiarando di aver assistito ad aggressioni verbali ma non fisiche.

Il pm Pantani ha chiesto una condanna a un anno e 4 mesi senza la sospensione della pena, il difensore l’assoluzione; il giudice ha accolto quest’ultima tesi e ha assolto il marito con formula piena. —