Addio al socialista Giuseppe Amadei

Giuseppe Simoni

Guastalla, deputato per otto legislature ed, europarlamentare, si ritirò dalla vita politica nel 1992. È morto ieri a 101 anni

GUASTALLA. Portatore di un pensiero moderno e al passo coi tempi, nonostante i 102 anni che avrebbe compiuto tra soli quattro mesi. Con la morte di Giuseppe Amadei – avvenuta ieri – Reggio e l’Italia intera perdono un grande protagonista della politica del ventesimo secolo, uomo di grande cultura e primo rappresentante della socialdemocrazia di casa nostra. I funerali dell’ex deputato e professore – che lascia le figlie Gabriella e Rosanna, i generi, i nipoti – si svolgeranno lunedì alle 10 in duomo a Guastalla.

La notizia della sua scomparsa ha iniziato a diffondersi ieri in tutta la Bassa, dove l’uomo era molto apprezzato e stimato. Amadei era nato a Guastalla il 18 marzo 1919. Dopo essersi laureato in Lettere e filosofia, insegnò italiano e latino nei licei. Al termine della guerra, il Comitato di liberazione nazionale lo nominò membro della prima giunta comunale di Guastalla come esponente del Partito socialista italiano di unità proletaria (Psiup), dove rivestì la carica di assessore all’Istruzione.

Assieme ad Alberto Simonini, nel 1947 si schierò con Giuseppe Saragat nella scissione di palazzo Barberini, dalla quale sarebbe nato pochi anni dopo il Partito socialista democratico italiano. Nel 1953 Amadei divenne segretario provinciale del Psdi e segretario particolare di Simonini, allora Ministro delle Poste e telecomunicazioni. Fu poi nominato vicesegretario nazionale del Psdi all’inizio degli anni ’60, quando la segreteria era nelle mani di Saragat, dal 1964 Presidente della Repubblica.

Nel 1960, dopo la morte improvvisa di Simonini, gli successe al Parlamento, dove venne rieletto come deputato per otto legislature, fino al 1989. Ricoprì le cariche di segretario dell’Assemblea parlamentare e membro dell’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati, di presidente della Commissione Istruzione e Belle Arti della Camera, di vicepresidente dell’Unione Interparlamentare. Per 25 anni ricoprì la carica di presidente del gruppo parlamentare Italia-Israele e, come tale, partecipò alla prima delegazione parlamentare italiana in visita a Israele. Fece inoltre parte, insieme al pittore e senatore Renato Guttuso, della delegazione parlamentare che visitò l’Unione Sovietica.

Numerosi gli incarichi di governo: sottosegretario di Stato all’industria, commercio e artigianato nel governo Colombo (1970-1972) e alle finanze nel II e V governo Andreotti (1972-73 e 1979), nel IV e V governo Rumor (1973-74), e nei governi Cossiga I (1979-80), Forlani (1980-81) e Spadolini I (1981-82). Fu anche membro del Consiglio d’Europa e, dal 1985 al 1989, parlamentare europeo, diventando prima presidente della commissione Immunità parlamentari e poi presidente della commissione Regolamento e petizioni. Direttore del settimanale “La Giustizia”, fondato nel 1886 da Camillo Prampolini, nel 1960 divenne presidente dell’Opera Benefica Prampolini, presidente del Centro di addestramento professionale e consigliere comunale di Reggio Emilia.

Ritiratosi dalla politica attiva nel 1992, non si è più iscritto ad alcun partito. L’altra passione che ha contraddistinto la sua esistenza è stata l’arte: pregevole intenditore, era un vero e proprio amante di quadri e sculture, che collezionava con cura. Ha curato diverse introduzioni all’opera di pittori e scultori italiani e straniere e ha fatto parte di giurie e curato allestimenti.