Scontro sugli impianti sciistici: «Febbio, obbligo di riapertura e manutenzione sennò agiremo»

Gli impianti di Febbio: il nodo della gestione ancora non è sciolto

Villa Minozzo, gli Usi Civici: «Al lavoro per affidare in futuro la stazione a una cooperativa locale ma oggi il gestore è ancora La Contessa». Che dice: «Siamo pronti alla trattativa»

VILLA MINOZZO. Ancora nessun atto formale di rescissione. Ma un nuovo tavolo con la mediazione del sindaco di Villa Minozzo, Elio Ivo Sassi, per i prossimi giorni. Gli impianti sciistici di Febbio sono ancora nel limbo di un futuro gestionale tutto da costruire, ma la proprietà non ha dubbi, e vuole rimarcarlo: «Febbio non è morta; è pronta a ripartire con una cooperativa che coinvolga la proprietà e imprenditori locali». Resta tuttavia il nodo della stagione invernale entrate: Covid e neve permettendo, gli impianti riapriranno? Certezze, al momento, non ce ne sono.

Da sinistra Rino Marchiò, l’avvocato Italo Rovali, il consigliere Giorgio Baroni


LA ROTTURA. La cornice è ancora quella successiva alla burrasca dell’agosto scorso, quando i gestori della società La Contessa annunciarono – con tanto di post sulla pagina Facebook Infofebbio.com – la la volontà di andare via. Quello spazio social resta cristallizzato a quell’ultimo post estivo che tanto ha fatto discutere: era il 29 agosto; sotto ci sono qualcosa come oltre 500 commenti e 249 condivisioni. Lorenzo Santi, della società La Contessa, contattato ieri ribadisce che rispetto a quel punto non ci sono novità, ma conferma che «ci sono trattative per accompagnare altri possibili gestori». Insomma, se qualcosa appare certo è che non ci sono stati passi indietro nelle intenzioni da parte della gestione, il cui contratto scadrebbe nel 2026.

E del resto lo stesso Rino Marchiò, presidente degli Usi Civici (proprietà degli impianti) guarda avanti: «Il gestore ha manifestato l’idea di andarsene, quindi con l’aiuto del Comune speriamo di arrivare a un accordo. L’importante è che si sappia che non siamo morti, ma ci stiamo preparando a una nuova gestione locale». Marchiò è molto determinato sul punto: «Stiamo lavorando a un progetto di gestione che coinvolga direttamente la proprietà: una cooperativa in cui rientrino degli imprenditori locali, come ristoratori. Gente del posto che abbia interessi in loco. Se venisse ancora gente da fuori si tornerebbe al punto di partenza. Ci abbiamo messo tanto impegno per acquistare gli impianti, non molleremo».



LA PROSSIMA STAGIONE. Lo ribadisce anche l’avvocato Italo Rovali, che rappresenta Marchiò e l’Asbuc (Amministrazione separata beni Usi Civici): «Febbio non è morta, sta bene, è una stazione sana, ha dato utili, gli impianti sono senza ruggine». Quindi cosa succederà di fronte alla prima neve? Gli impianti riapriranno? «Non si sa quale sia l’intenzione del gestore, ma non sarà certo il degrado e l’abbandono a far diventare ferro vecchio l’impianto – conferma – Ma il contratto dice che il gestore ha l’obbligo della manutenzione e dell’apertura. Deve far funzionare gli impianti. Altrimenti, siamo pronti a fare ricorso alla Presidenza della Repubblica. Non può scegliere di pagare l’affitto e poi abbandonare gli impianti, non riaprirli e non fare manutenzione fino a scadenza. Non lo permetteremo. Il gestore ha tre opzioni: fare una revoca anticipata; gestire; oppure la terza strada è quella dell’abbandono. Ma a quel punto ci muoveremo noi».