Anche a Reggio Emilia scatta l’allerta terrorismo

Gli attentati di Nizza e Vienna spingono la prefettura e le forze dell’ordine a intensificare i controlli in città e provincia

REGGIO EMILIA. Un’allerta antiterrorismo, alla luce della recrudescenza degli attentati di matrice islamica avvenuti a Nizza e a Vienna, e al contempo nuove direttive alle forze dell’ordine affinché vigilino sul rispetto del coprifuoco notturno istituito dall’ultimo decreto anti-Covid. Questi gli indirizzi indicati dalla prefettura di Reggio, in un tavolo “a distanza” durante il quale il prefetto Iolanda Rolli ha impartito le linee guida alle forze dell’ordine locali.

Alla riunione in videoconferenza hanno partecipato il questore Giuseppe Ferrari, il vice comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Stefano Bove, e il comandante provinciale della guardia di finanza, il colonnello Edoardo Moro.


La nuova priorità, per i poliziotti e i militari reggiani, è l’innalzamento della soglia di allarme sul rischio terrorismo e il rafforzamento della vigilanza sugli obiettivi sensibili che potrebbero finire nel mirino di “eventuali minacce, anche remote, di natura terroristica”. Si tratta di una declinazione, in salsa locale, di quanto stabilito dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, dopo gli attentati che hanno fatto salire la tensione in un’Europa già in difficoltà per la pandemia: la parola d’ordine è prevenire.

Nonostante Reggio non sia Roma, conta una presenza massiccia di stranieri, perciò le forze dell’ordine saranno chiamate ad aumentare la vigilanza sugli obiettivi sensibili del nostro territorio: le chiese (comprese la sinagoga e i cimiteri ebraici fra capoluogo e provincia), le sedi istituzionali, gli acquedotti, le centrali idroelettriche nonché le ditte a conduzione francese. Luoghi dove l’attenzione si tradurrà in una maggiore sorveglianza nonché in una raccolta di informazioni da parte della Digos della questura e del Nucleo Informativo dell’Arma.

Oltre alle schegge impazzite dell’integralismo islamico, sul tavolo della prefettura ha tenuto banco l’entrata in vigore del decreto del 3 novembre scorso, scattato dalla mezzanotte di ieri e valido fino al 3 dicembre prossimo. L’ulteriore stretta causata dal Coronavirus impone il coprifuoco dalle 22 alle 5: sono consentiti solo gli spostamenti comprovati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o per motivi di salute, il che significa che i pochi temerari che circoleranno di notte dovranno rispolverare l’autocertificazione (stampabile sul sito interno.gov.it) ed esibirla alle forze dell’ordine in caso di controllo.

A Reggio sono stati predisposti mirati controlli sui centri commerciali (tenuti ad abbassare le serrande nel fine settimana con le sole eccezioni di generi alimentari, farmacie, presidi sanitari, tabacchi ed edicole), mentre posti di blocco interforze vigileranno sui cittadini che circoleranno in strada. —