Coltellata al collo, condannato a 5 anni

Sentenza di primo grado per Antonio Stanco, accusato di tentato omicidio per l’aggressione del coinquilino a Lentigione

BRESCELLO. Condanna a cinque anni e una provvisionale da 30mila euro. Questa la sentenza di primo grado per Antonio Stanco, giudicato colpevole del tentato omicidio del coinquilino oggi 28enne originario del Burkina Faso, avvenuto il 15 maggio dello scorso anno in un’abitazione di via Chiesa, a Lentigione di Brescello.

La sentenza 

Stanco, 45 anni e agli arresti domiciliari a casa della madre, a Foggia, ieri non era presente in aula. Vi era però il suo avvocato, il legale Mario Di Frenna, che ha giudicato con soddisfazione la decisione della Corte (presieduta dai giudici Giovanni Ghini, Donatella Bove e Silvia Semprini): la difesa di Stanco aveva chiesto l’assoluzione per il 45enne mentre il pm Giulia Stignani una condanna a otto anni.

«È andata molto bene – commenta il difensore reggiano – ora aspettiamo i novanta giorni per leggere le motivazioni e poi ci prepareremo per l’Appello, che ci sarà sicuramente». Presente anche la parte civile, rappresentata dal legale Alimadhi Gentian del Foro di Parma, che ha ottenuto una provvisionale di 30mila euro.

I fatti 

A intervenire in quell’appartamento di Lentigione, verso le 19 di un anno e mezzo fa, sono stati i carabinieri di Guastalla assieme ai colleghi delle stazioni di Brescello e di Boretto.

Ad allertarli il personale sanitario del 118 che, una volta arrivato in via Chiesa per soccorrere l’allora 27enne straniero, ha subito capito l’origine violenta di quelle profonde ferite al collo. Mentre il giovane veniva trasportato d’urgenza all’ospedale di Parma, i carabinieri hanno iniziato a indagare identificando le diverse persone presenti sul posto fra le quali anche un uomo – appunto Antonio Stanco – pronto ad allontanarsi con alcune valigie.

Individuato l’appartamento in cui si era verificato il litigio gli uomini dell’Arma hanno eseguito un primo sopralluogo nell’abitazione dove abitava il ragazzo riuscendo a recuperare due coltelli con evidenti tracce di sangue. Da qui la ricostruzione dei fatti. Poco prima i due uomini, che condividevano l’abitazione con altre due persone, tutti dipendenti della stessa azienda, erano venuti alle mani a causa di incomprensioni circa l’impiego dell’auto aziendale per recarsi sul posto di lavoro.

Litigio che, in breve tempo, è degenerato tanto che durante il diverbio sono spuntati due coltelli. Ad avere la peggio è stato il ragazzo originario del Burkina Faso, accoltellato al collo dal rivale.

A quel punto Stanco, resosi conto della gravità della coltellata inferta al collo del coinquilino, ha riempito con la sua roba alcuni borsoni preparandosi per una probabile fuga dal paese.

Raccolte le testimonianze e gli elementi probatori a carico del pugliese, e considerato anche il tentativo di scappare, i carabinieri hanno poi fermato e portato in caserma l’uomo, arrestandolo con l’accusa di tentato omicidio.

Nelle udienze successive – l’ultima il 6 giugno di quest’anno – erano poi state raccolte anche le testimonianze del medico che operò d’urgenza il ferito a Parma e di un vicino di casa che soccorse il giovane. —

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