Scippi e rapine in 4 giorni di terrore. Poi la confessione, ora sconta 6 anni

Reggio Emilia, a due anni e mezzo da quei fatti il 49enne ha confessato in tribunale, scusandosi per quanto commesso. Dice di essere veramente pentito e ora paga in carcere il suo debito con la giustizia

REGGIO EMILIA. L’inseguimento da film, con il 49enne Olimpio Ofantino che veniva arrestato dalla polizia in via Emilia Ospizio – il 24 maggio di due anni fa – dopo una spericolata fuga a tutto gas, fece tirare un grosso sospiro di sollievo alla nostra comunità.

Che fosse un uomo che viveva al di sopra delle righe e che se ne infischiava di infrangere la legge lo si sapeva da tempo, in quanto già noto alle forze dell’ordine per reati legati a furti e spaccio. Un operaio finito nel tunnel della droga, da cui non era mai uscito completamente. Ma le indagini della questura successive a quell’arresto rocambolesco hanno pian piano fatto emergere quattro giorni di pericolosa follia, conseguenza di un desiderio senza freni da parte del 49enne di raccattare soldi, costi quel che costi. Accertamenti – coordinati dal sostituto procuratore Piera Giannusa – che hanno acceso un faro su quanto combinato da Ofantino nel maggio 2018. Scippi e rapine che, in più procedimenti – fra rito abbreviato e patteggiamento – gli sono poi costati complessivamente sei anni e mezzo di reclusione che ora sta scontando in cella.


Pericolosità inizialmente manifestatasi il 20 maggio di due anni fa nel parcheggio dell’Esselunga. Mette nel mirino una persona che si trova dentro un’auto, spalanca la portiera lato-passeggero, gli punta un oggetto e la rapina, per poi dileguarsi. È l’inizio dell’escalation.

Due giorni dopo ruba una Fiat Panda gialla in via Gobetti e con quella macchina sparge altro terrore. Un pomeriggio ad alto rischio, perché non si accontenta dello scippo andato a segno nella Bassa intorno alle 17. In auto si sposta sino a Sant’Ilario dove alle 18.30 va all’assalto di una donna: lei fa resistenza e Ofantino non si fa scrupolo di trascinarla per diversi metri. Il colpo gli riuscirà, ma la vittima resta a terra ferita. Una rapina che però non placa la sua aggressività, vuole procurarsi altri soldi.

E così si arriva al 23 maggio. Attorno alle 16.30 è al volante quando avvista le sue vittime davanti al supermercato Conad di Pieve. Due donne, una delle quali passeggia con la borsa a tracolla. Così si accosta quasi fino a fermarsi, si sporge dal finestrino anteriore del passeggero e ne afferra uno dei manici. Nonostante la resistenza della vittima, in pochi secondi riesce a strapparle la borsa di dosso per poi fuggire in macchina. Lei è sotto shock, ma ha la forza di chiamare immediatamente la polizia, che si trova già in zona e si mette immediatamente all’inseguimento, forte delle descrizioni della vittima.

Così pochi minuti dopo una volante rintraccia la Panda ma, visto il traffico intenso, preferisce restare a distanza aspettando il momento giusto. Momento che arriva quando la Fiat gialla raggiunge piazzale Tricolore. La volante accende, quindi, i lampeggianti e le sirene e, con l’aiuto di altre pattuglie e dei colleghi in moto, inizia a inseguire lo scippatore. Arrivato all’altezza del ristorante Piedigrotta – in via Emilia Ospizio – Ofantino abbandona l’auto provando a scappare a piedi ma è raggiunto e arrestato dai poliziotti.

A due anni e mezzo da quei fatti il 49enne – difeso dall’avvocatessa Elisabetta Strumia – ha confessato in tribunale, scusandosi per quanto commesso. Dice di essere veramente pentito e ora paga in carcere il suo debito con la giustizia. —

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