Grimilde, maxi confische a Salvatore Grande Aracri e ai due fratelli Muto

BOLOGNA

La sentenza di primo grado di Grimilde – che ha ritenuto provata l’esistenza del clan ’ndranghetista emiliano marchiato Grande Aracri e con epicentro stavolta Brescello – ha espresso non solo pene pesanti (nei riti abbreviati condanne per 42 dei 48 imputati per un totale di 231 anni di carcere, a cui vanno aggiunti 9 patteggiamenti), ma anche una sfilza non indifferenti di confische: montagne di quattrini, società, terreni, case, conti bancari e postali.Da oltre due milioni di euro le confische «a titolo di profitto del reato» riguardano Giovanni Abramo, Alfonso Diletto, Giuseppe Fontana, Luigi Muto (classe 1975), Nicolino Sarcone. Dieci milioni e passa di euro, a cui vanno aggiunte confische minori di quattrini a Giuseppe Caruso (mille euro) e a Florian Dhana (12.500 euro).


Poi il gup Sandro Pecorella ha sancito confische piuttosto articolate per altri tre imputati. Relativamente al 41enne Salvatore Grande Aracri – condannato a vent’anni di reclusione ed anche per il magistrato giudicante da considerare figura-chiave della cosca – il blocco giudiziario spazia su diversi fronti.

Relativamente alle società si considera il patrimonio aziendale ( crediti, beni strumentali, articoli risultanti dall’inventario, marchio, avviamento, conti correnti) e a Grande Aracri sono state confiscate l’Immobiliare San Francisco, Matilda srl (conosciuta perché gestiva la discoteca “Los Angeles” di Bergonzano di Quattro Castella), Monreale srl, Interfood sas, Viesse srls, Holding srls, Generali Edile srls, Magnifica srls (il 50% delle quote societarie), Euroitalia srl (70% delle quote societarie). Nove società a cui vanno aggiunte carte di credito, rapporti bancari e postali, eventuali polizze-vita. Infine le abitazioni di Brescello, in Strada Breda Vignazzi al civico 4. Stesso discorso per i fratelli Cesare e Antonio Muto (classe 1971), visto che le confische riguardano società (Muto Logistica&Trasporti srl, The King srl, Romeo Rec Line srl, Muto Immobiliare srl, Cospar srl) oltre che immobili (un fabbricato in costruzione a Crotone, mentre a Gualtieri un capannone, una casa e un terreno in via Don Minzoni). L’associazione antimafia Libera – costituitasi parte civile nel processo e a cui è stato riconosciuta una provvisionale di 80mila euro – rimarca che «la ’ndrangheta si è fortemente radicata nel territorio emiliano e ha creato un vero e proprio sistema per concorrere ad operare nelle attività economiche del territorio stesso». —

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