Contagiati in 34 alla casa di riposo Bisini

Il sindaco Camilla Verona: «Non ci sono casi gravi, nessuno ha avuto necessità di essere ricoverato in ospedale»

GUASTALLA. La situazione alla rsa “Bisini” di via San Cristoforo, dopo i tamponi effettuati nella struttura nei giorni scorsi, ha fatto emergere un dato allarmante: i positivi sono arrivati a quota 34. Gli anziani sono stati isolati nelle loro stanze. Nessun ospite sosta nel salone. Il sospetto è che a portare all’interno il virus sia stato un operatore della struttura, asintomatico, dato che da tempo i famigliari degli ospiti non vanno più a visitare i loro cari. Ingresso vietato anche ai medici di famiglia.

Il sindaco Camilla Verona conferma che i positivi «sono 34, tra ospiti e personale della Cra. Tutte le famiglie sono state avvisate e al momento non ci sono persone gravi. L’Ausl sta attenzionando la situazione con prpprio personale. Dei 34, nessuno ha avuto necessità di essere ricoverato in ospedale».


Un anziano positivo, se sintomatico e con condizione clinica instabile, viene subito preso in carico dal sistema sanitario. Se l’ospite manifesta sintomi di minore intensità, potrà essere mantenuto in isolamento all’interno della stessa struttura, se possibile, oppure collocato in una struttura sociosanitaria appositamente dedicata, come nel caso della rsa Agorà-Covid, con livelli di assistenza infermieristica H24, supporto giornaliero di personale medico e garanzia di supporto di ossigeno. I casi più gravi, con febbre alta, vengono trasferiti al reparto Covid dell’ospedale di Guastalla, dove i malati vengono sottoposti a radiografie, ma alcuni professionisti che hanno già avuto espierienze di malati da Coronavirus sostengono che per una migliore diagnostica dello stato dei polmoni sarebbe utile fare una Tac, che al momento non viene effettuata.

Test sierologici rapidi vengono effettuati a chi appartiene alle categorie con maggior rischio espositivo. Tuttavia, questi test sierologici rapidi da soli non hanno valenza diagnostica; a seguito di esito positivo o dubbio del test, si deve procedere al test diagnostico molecolare (tampone orofaringeo). Inoltre – qualora il test sierologico rapido dia esito positivo o dubbio, nel tempo intercorrente fra l’effettuazione del test e l’esame diagnostico molecolare (tampone orofaringeo) – è previsto che vengano adottate le stesse misure di igiene e prevenzione, organizzative e sanitarie, già previsti per gli esiti positivi a seguito di esami di diagnostica molecolare. —
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