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Unimore alle ex Reggiane, Vecchi lancia il progetto: «Diventeremo una città sempre più universitaria»

Il sindaco sull’ipotesi del quarto polo fra i capannoni delle ex Officine:«Con il rettore abbiamo già approfondito l’argomento È un'ambizione del mandato» 

REGGIO EMILIA. «Non lo nascondo, è una delle maggiori ambizioni di questo secondo mandato, un polo della formazione digitale alle Reggiane, vicino alle aziende già insediate, di fianco al Tecnopolo, di fronte al centro Malaguzzi: 2.000 studenti, in prospettiva è la consacrazione della rigenerazione dell’area con l’approdo a un grande parco tecnologico, scientifico e umanistico, dove l’innovazione economica sta insieme alla ricerca e alla formazione universitaria». Il sindaco Luca Vecchi spalanca le porte. E sull’ipotesi di un quarto polo universitario alle Reggiane, è pronto a dare il massimo sostegno a Unimore, considerando quella sulle ex Officine come una «scelta coraggiosa della città di giocare con determinazione la sfida della trasformazione digitale, sviluppando sempre più sapere digitale, come stanno facendo le più dinamiche città europee».

Città universitaria. «Siamo storicamente una città dell’educazione, lo siamo stati anche in questi anni, anche tra mille difficoltà, non solo nell’infanzia – afferma Vecchi – Il lavoro sulla “scuola diffusa” e la crescita costante dell’Università affida alla città il compito di sentirsi sempre più “città universitaria” e di continuare a spingere su questo acceleratore per crescere in futuro. Il 21 novembre, nonostante il condizionamento della pandemia, consegneremo alla città il completamento dei lavori sul primo blocco del palazzo del seminario. Sono passati alcuni anni da quando iniziammo, insieme al vescovo Massimo Camisasca, a ragionare su come dare un futuro nuovo al seminario progettato dal grande architetto Enea Manfredini. Ora quel palazzo sarà sede universitaria, arriverà ad ospitare oltre 2.000 studenti al giorno». Per Vecchi, «si tratta di una delle più importanti realizzazioni della città in epoca recente perché tiene insieme tanti significati: l’Università, la rigenerazione urbana di un importante luogo, un azione di forte stimolo alla valorizzazione del centro grazie al contributo di tanti giovani. Ma non ci fermeremo lì».


Campus. Fra gli obiettivi, infatti, c’è proprio portare l’università nelle ex Reggiane, insieme al completamento di quel polo al San Lazzaro a lungo fermo al palo. «All’inizio del 2021 verrà appaltato un altro importante investimento all’interno del Campus San Lazzaro: 12 milioni di euro, che completeranno lo studentato del padiglione Marchi, realizzeranno un nuovo auditorium e porteranno storicamente a compimento la realizzazione del Campus – aggiunge Vecchi – Ma a queste sfide, frutto del lavoro di questi anni, credo sia giusto affiancarne altre. Abbiamo approfondito con grande serietà in questi mesi, insieme al rettore Porro, le condizioni per far nascere nell’area delle ex Reggiane il quarto polo dell’università, interamente dedito allo sviluppo del sapere digitale e alla progressiva nascita del polo del digitale all’interno del Parco Innovazione. Infine, perché se ne sta discutendo da anni, il lancio del progetto per i laboratori di ingegneria al Campus universitario. Noi siamo pronti, insieme a Stu reggiane, per aiutare l’università e la città a crescere in queste direzione». Progetti che saranno oggetto di un accordo: «Nei prossimi mesi – conclude il sindaco – la grande collaborazione con Unimore troverà la sua formalità nella sottoscrizione dell’Accordo di programma che sottoporremo al consiglio comunale e alla città. Siamo in una fase difficile, ma non viene meno lo spirito di una città in cammino, che non perde fiducia, che rilancia nuovi progetti, e lo fa sopratutto sull’educazione e sulla crescita del capitale». —

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