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Unindustria risponde subito presente: «Unimore alle Reggiane? Noi ci siamo»

L’associazione degli industriali pronta a scendere in campo per il progetto del quarto polo universitario. Fabio Storchi: «Massima disponibilità a portare un contributo fattivo per creare un distretto digitale»

REGGIO EMILIA. «Come sempre, siamo al fianco dell’Università e delle istituzioni. Daremo la massima disponibilità per collaborare e portare un contributo fattivo alla realizzazione del quarto polo Unimore all’interno delle ex Reggiane. Salutiamo con favore questa iniziativa».

Mostra entusiasmo, determinazione e una buona dose di senso pratico il presidente Unindustria, Fabio Storchi, di fronte alla prospettiva di realizzare fra i capannoni delle ex Reggiane il quarto polo universitario Unimore, insieme alla sede principale di Palazzo Dossetti, al Campus San Lazzaro in fase di ultimazione e all’ormai concluso ex Seminario, che sarà inaugurato il prossimo 21 novembre, dove troveranno spazio 114 uffici, 14 aule, 1.032 posti aula complessivi e 160 postazioni di lavoro.

Un progetto – quello del quarto polo reggiano dell’ateneo – per il momento ancora in fase embrionale, confermato dal rettore, Carlo Adolfo Porro, subito sostenuto con convinzione dal sindaco, Luca Vecchi, e ora rilanciato anche dal numero degli industriali reggiani, fra i primi a cullare l’ambizione di dotare Reggio Emilia di un distretto digitale all’avanguardia e di livello internazionale.

Molto più di una semplice suggestione, sulla quale da Unindustria Reggio sono già attivi da tempo, dichiarando ora di essere pronti a mettersi ulteriormente in moto, con l’obiettivo di trasformare in realtà un piano di sviluppo che attualmente appare ancora sulla carta. Ma che, dopo i necessari passaggi amministrativi anche interni dell’ateneo, potrebbe trasformare definitivamente il volto delle ex Officine, rendendo una delle aree più degradate della città un avanzato polo imprenditoriale e formativo, collocandolo in chiave contemporanea in un’ideale continuità con la storica vocazione industriale propria della zona Reggiane.

«Ci rendiamo conto – prosegue il presidente Storchi – che il quarto polo Unimore richiede risorse, sia finanziarie che in termini di docenti universitari, per realizzare corsi innovativi sul digitale che sono tendenzialmente più complessi da organizzare rispetto ai corsi di laurea di tipo tradizionale. Ma la realizzazione del quarto polo digitale universitario alle ex Officine Reggiane, con insegnamenti digitali all’interno del Parco dell’Innovazione, rappresenta indubbiamente una prospettiva di grande fascino, rispetto alla quale anche noi come Unindustria Reggio abbiamo elaborato un nostro pensiero strategico in passato, quando durante la scorsa campagna elettorale abbiamo presentato ai candidati sindaci il nostro progetto futuro di città, ovvero le cosiddette “Cinque città in una città”. Già in quella circostanza parlavamo appunto dell’ipotesi di realizzare in città un quarto polo universitario. Siamo quindi interessati in modo attivo a questo progetto».

Un interessamento in linea con una serie di iniziative che gli industriali reggiani stanno gradualmente mettendo in campo proprio sul fronte delle nuove tecnologie, al fianco di diversi partner internazionali. A cominciare dal recentissimo Robo Lab, il laboratorio didattico sperimentale di robotica per l’orientamento degli studenti di scuole elementari, medie e superiori, ospitato in centro storico nei locali di via dell’Abbadessa. Un progetto patrocinato da Comune e Provincia, che ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo di competenze, digitali e tecniche, coerenti con le specificità produttive del territorio e stimolare una cultura dell’innovazione.

A dar vita all’iniziativa, sotto il coordinamento di Unindustria, la Fondazione Rei in partnership con Comau, azienda specializzata nella realizzazione di processi di automazione, servizi di produzione e robot di saldatura, che ha messo le proprie competenze a disposizione di una rete di scuole superiori reggiane come il Nobili, il Pascal, il D’Arzo, l’Einaudi, il Gobetti, il Russell, il Carrara e il Convitto Corso.

«Il prossimo 21 novembre, andremo a inaugurare i nuovi spazi dell’ex Seminario, diventato nuovo polo universitario insieme a Palazzo Dossetti e al Campus San Lazzaro – conclude ancora Storchi – penso sia giusto e doveroso che la che città si interroghi sullo sviluppo futuro di questo quarto polo. Il Parco dell’Innovazione dovrà diventare un polo di eccellenza digitale, dove oltre al Tecnopolo ci saranno aziende in grado di fare ricerca e innovazione, nell’ambito di un distretto di eccellenza che stiamo già preparando e che siamo pronti a presentare già nelle prossime settimane».