«Noodles è la mia famiglia ma non riesco più ad accudirlo»

È l’appello di Andrea, che vive solo (con problemi di salute) e del suo cane «Se finisse al canile starebbe male: ha bisogna di trovare una nuova casa»

REGGIO EMILIA

Si chiama Noodles, ha circa due anni, è un cane di taglia media, molto energico, ma anche molto affettuoso. È abituato a vivere in appartamento, praticamente è uno della famiglia. «Dorme con me» confida Andrea, il proprietario. La situazione, però, è diventata difficile. «Avevo preso il cane quando qui c’era mio figlio, ma ora è andato da sua madre. E io vivo solo: sto fuori per a lavoro anche fino a 12 ore al giorno». Troppe per un cane che deve trascorrerle tutte da solo. Senza contare che Andrea ha anche importati problemi di salute: «Sono diabetico, cardiopatico, ho avuto un infarto...» confida. Insomma, le condizioni per tenere come si deve Noodles non ci sono più. «Quando lo porto in passeggiata lui tira, io non ce la faccio più. Mi ha fatto anche cadere...».


Andrea, però, non si vuole rassegnare ancora alla soluzione del canile: «Lui ci starebbe malissimo, è abituato a essere uno della famiglia. E anche io, per me lui è la mia famiglia».

Chi si sta interessando del caso è Bruna Mangano dell’associazione “Amore randagio”: l’obiettivo ancora una volta è intervenire prima che il canile resti la sola opzione. L’ideale sarebbe trovare una famiglia per questo cane che ha tanta voglia di continuare ad avere un contatto ravvicinato con le persone, che non è abituato a stare in un box e saprebbe essere un degno compagno di giochi di qualche ragazzino. Certo, bisognerà insegnargli ad andare al guinzaglio e a non tirare. Ma con un po’ di pazienza e amore non sarà poi così difficile.

Per informazioni: Bruna 339-523.1647. —

Elisa Pederzoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA