Partite Iva e ristoratori reggiani in piazza: «Per noi è un lockdown mascherato»

Reggio Emilia, protesta delle categorie contro lo stop: si troveranno alle 16 in piazza Prampolini per salire poi dal sindaco

REGGIO EMILIA. Ristoratori, artigiani, commercianti, operatori del turismo e anche operatori della cultura e dell’intrattenimento. Si ritroveranno in tanti in piazza Prampolini, davanti al municipio, per protestare contro la nuova stretta dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio (Dpcm).



Un appuntamento veicolato ieri tramite Whatsapp, fissato alle 16 con la partecipazione di Rete Impresa Italia, vale a dire Confcommercio, Confesercenti, Cna e Lapam. Una «manifestazione a favore di tutte le categorie che devono chiudere alle 18 in quanto quello che è stato deciso è sicuramente troppo penalizzante» viene riportato nel messaggio. Una chiamata «specialmente per gli addetti a tali settori» e che vedrà poi un rappresentante per ciascuna associazione salire dal sindaco Luca Vecchi con una lettera di richieste in mano.

La principale è quantomeno ottenere una mitigazione della stretta che rischia di far saltare diverse attività anche a Reggio e provincia. Il tutto con un’avvertenza: «Chi parteciperà dovrà avere mascherina indossata e distanziamento di un metro e non saranno accettate persone che vengono con atteggiamenti estremisti e violenti».

Un inciso rilevante visto che, sempre ieri, girava almeno un altro messaggio con chiamata alla piazza, ma di tutt’altro tenore. Un “aperitivo di protesta” mercoledì alle 18, viene scritto nel messaggio circolato ieri sui telefonini di diversi ristoratori reggiani, «per ribellarci a questo scempio» con richiesta di «portarsi dietro una bibita in bottiglia» e richiesta di non pubblicare l’evento su Facebook ma farlo circolare solo tramite passaparola.

Alla manifestazione oggi delle categorie a Reggio ne seguirà un’altra domani in piazza Maggiore a Bologna, organizzata dalla Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), presente con una delegazione per ciascuna provincia dell’Emila-Romagna.

«Per noi questo è un lockdown mascherato» dice Davide Massarini, presidente della Confcommercio reggiana, confermando la partecipazione alla manifestazione di Bologna: «Come fatto per i nostri negozi e i nostri locali, rispetteremo le normative anche alla manifestazione ma non possiamo assicurare che non ci sia qualcun altro che si accodi. Non possiamo negare che ci sia rabbia tra chi si è visto chiudere l’attività dal nuovo decreto, nell’intrattenimento come nella ristorazione. Perché chiudere alle 18 per molti significa in realtà chiudere del tutto e stop».

Presenti a Bologna ci saranno circa 15 ristoratori e commercianti per ogni provincia. «Ci siamo fatti portavoce col Governo per avere maggiori controlli, non maggiori chiusure anche se parziali – racconta Massarini – Prima di tutto la nostra preoccupazione è che le imprese che rappresentiamo sono imprese a conduzione familiare. Quindi la chiusura mette in difficoltà intere famiglie e gli aiuti promessi dal Governo ci sembrano irrisori. C’è questo appello all’unità nazionale che è comprensibile ma non condividiamo la controproposta del Governo, che ci aveva detto che senza una forte stretta non ci sarebbero stati aiuti al settore». —

Enrico Lorenzo Tidona. © RIPRODUZIONE RISERVATA.