Bar e ristoranti chiusi alle 18, la protesta in piazza a Reggio Emilia

L'ultimo decreto anti-Covid: più di duecento commercianti manifestano la loro rabbia davanti al municipio della città del Tricolore. Il sindaco Luca Vecchi riceve i rappresentanti delle associazioni di categoria

REGGIO EMILIA. Oltre 200 persone tra ristoratori, baristi, pasticceri e gelatai, con il supporto delle associazioni di categoria territoriali — Confcommercio, Lapam Confartigianato, Cna e Confesercenti —, si sono riuniti in piazza Prampolini, cuore della città e della politica reggiana, per protestare contro le nuove restrizioni previste dall’ultimo decreto ministeriale del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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La protesta si è svolta con toni pacifici ma decisi: rispetto delle norme anti-Covid ma "no alla chiusura alle 18". "Siamo qui per dar voce al disagio di questa categoria — ha spiegato Dario Domenichini, presidente della Confesercenti di Reggio Emilia — I ristoratori hanno sempre fatto il loro dovere, rispettando e facendo rispettare le regole a ogni cliente. L’aumento dei contagi non ritengono che dipenda dalla loro attività, ma piuttosto dalla gestione dei trasporti e delle scuole. Se al bar la distanza viene rispettata e quindi non si creano assembramenti, non si può dire la stessa cosa per gli autobus o per gli ingressi negli istituti. Non capiamo questo accanimento. Sono stati fatti investimenti. Si tratta di un momento di schizofrenia, come dimostra la beffa che hanno subito palestre e piscine. Questi lavoratori hanno bisogno di aiuti concreti se no sarà la fine".

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Le parole di Domenichini sono state condivise da tutti i presenti che, armati di cartelloni, sono rimasti in piedi davanti al municipio della città del Tricolore, chiedendo un sostegno da parte del sindaco Luca Vecchi.

Davide Massarini, presidente della Confcommercio di Reggio Emilia, ha usato parole ancora più dure: "Siamo totalmente contrari a questo decreto. È palese che si tratti di un lockdown mascherato. Così facendo si arriverà alla morte di questo settore e delle attività ad esso connesse. In molti hanno già dichiarato la cessazione".

Incitati dai manifestanti, i quattro presidenti delle associazioni di categoria (erano presenti anche Cna e Lapam Confartigianato) sono poi stati ricevuti dal sindaco Luca Vecchi e dall’assessora al Commercio Mariafrancesca Sidoli, nella Sala Rossa del Comune, per trovare un compromesso che riguardi un reale sostegno e l’apertura al dialogo. Durante tutta l’assemblea la folla non ha mai smesso di fischiare, applaudire, urlare le proprie ragioni e chiedere l’uscita in piazza del primo cittadino.

La riunione si è conclusa con non poche polemiche da parte dei lavoratori che, nonostante abbiano ottenuto l’appoggio delle istituzioni locali, continuano a volere risposte concrete. 

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