La chiesa riapre le porte dopo 3.070 giorni dal terremoto del 2012

Lavori per oltre 3 milioni di euro hanno riportato all’antico splendore l’edificio. Altre opere da 1 milione sono già previste.Oggi alle 17 la prima messa

REGGIOLO. La chiesa di Santa Maria Assunta riapre oggi al culto dopo 3.070 giorni dal sisma che nel 2012 ha colpito Reggiolo e tutta l’Emilia.

Sarà la solenne celebrazione eucaristica, alle 17, presieduta dal vescovo di Reggio Emilia e Guastalla monsignor Massimo Camisasca a riaprirla. Ieri, alla presentazione della fine dei lavori al Centro di comunità di Reggiolo, coordinati da don Edoardo Tincani, sono intervenuti Valentina Oliverio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Davide Baruffi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Roberto Angeli sindaco di Reggiolo; monsignor Alberto Nicelli vicario generale della Diocesi di Reggio eGuastalla; Angelo Dallasta direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali - Nuova Edilizia e il parroco, don Francesco Avanzi.


La riapertura è la conclusione di un lungo percorso fatto di progetti, di cantieri, di confronto continuo con le istituzioni e la comunità. Un percorso nato dalla frattura che il sisma ha inesorabilmente provocato andando ad evidenziare le fragilità tipiche di un fabbricato complesso e articolato come quello della chiesa, ma che si è poi articolato in un processo di ricostruzione, consolidamento e restauro capace di ricucire e di migliorare le caratteristiche delle strutture e dell’edificio. Oltre 3 milioni di euro sono stati investiti in questa prima fase grazie a risorse pubbliche e private; già assegnato dalla Regione un altro milione di euro per il completamento dei lavori strutturali, mentre saranno ancora a carico della parrocchia le opere di finitura.

L’architetto Ilaria Gasparini dello studio Gasparini Associati, che ha curato la progettazione e la direzione lavori, è intervenuta dall’ambone della chiesa per illustrare ciò che è stato fatto. «Le opere hanno sostanzialmente coinvolto tutte le strutture di copertura, le volte, con parziale rifacimento delle porzioni crollate, le murature, gli intonaci, gli apparati decorativi, e sono state finanziate dalla Regione Emilia Romagna – ha spiegato – Tutti gli interventi di nuova realizzazione sono stati concepiti con un duplice obiettivo: la sicurezza strutturale e parallelamente inserire un nuovo elemento nel contesto architettonico di gradevole impatto estetico-percettivo. Si è aperto un tavolo di lavoro, coordinato dalla diocesi, che ha visto coinvolti i tecnici della Regione, i funzionari della Soprintendenza e i progettisti; ognuno ha contribuito fattivamente a raggiungere l’obiettivo. Si è inoltre proceduto alla riprogettazione generale di tutti gli impianti, termici, elettrici ed acustici, seguendo logiche innovative secondo i criteri di sostenibilità ambientale e risparmio energetico». «Non possiamo che ringraziare tutti la Conferenza Episcopale Italiana, che grazie al contributo dell’8 per mille ha significativamente finanziato il nuovo impianto di riscaldamento e il cavalier Fabio Storchi, che con immensa generosità ha sostenuto l’intervento di nuova illuminazione della chiesa. Ruolo fondamentale ha avuto la comunità parrocchiale, con cui si è avviato non soltanto un percorso di confronto fattivo e dinamico sui temi dell’adeguamento liturgico e dell’allestimento della chiesa, ma sono germogliati reciproci e sinceri rapporti di amicizia». —

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