«Il rosso di estintori tra i rovi ci ha fatto scoprire la droga»

Così è stato ritrovato il trolley imbottito di hascisc sequestrato dai carabinieri. Parla la Borettini (Ggev): «Sono molti i recuperi insoliti. Il territorio è abusato»

QUATTRO CASTELLA. «Ci siamo fatti strada tra i rovi con le roncole e mentre aprivamo trovavamo corde, batterie esauste, persino sei estintori, ferri e tondoni da officina. Abbiamo pensato al solito bottino di un furto, nascosto tra i rovi proprio su una strada panoramica. Poi ci è comparsa davanti la valigia. Era pesantissima. Quando l’abbiamo aperta abbiamo capito subito...».

A parlare è Luisa Borettini, presidente delle guardie giurate ecologiche volontarie della nostra provincia, associazione onlus di cittadini volontari, le “sentinelle dell’ambiente”, che si batte per la salvaguardia del nostro territorio e della sua flora e fauna.


La Borettini racconta del ritrovamento del trolley imbottito di droga recuperato nei pressi del belvedere di Bergonzano e sequestrato dai carabinieri, di cui è stata data notizia lunedì dalla Gazzetta: dentro la valigia c’erano ben 23 panetti di hascisc, per un peso di 22 kg, l’equivalente di circa 22mila dosi del valore di 150mila euro. Le indagini sono ancora in corso.

Abbiamo voluto parlare con gli autori di questo insolito ritrovamento. «Tutto è nato dalla segnalazione da parte di un nostro collega allievo Ggev – racconta la Borettini – Martedì 13 ottobre ci ha mandato le foto dell’area del belvedere: in mezzo ai rovi si intravedeva il rosso degli estintori... Poi sono seguiti giorni di pioggia per cui il recupero abbiamo potuto effettuarlo il sabato successivo». A emergere non è solo il racconto dell’accaduto, ma anche la passione con la quale uomini e donne compiono un servizio fondamentale non solo per l’ ambiente, ma anche per l’intera collettività.

«La nostra missione è aver cura del territorio – prosegue la Borettini – . Che sono gli alberi e i prati, gli animali piccoli e grandi, anche quelli che vivono nell’acqua. La realizziamo facendo anche attività di vigilanza caccia, pesca, funghi e frequentando questi luoghi “fuori mano” ci capita di trovare rifiuti anche strani. Più spesso intorno alla città: sotto i ponti o dentro a case abbandonate, a torrenti o canali. In questi casi accertiamo le loro tipologie (pericolosi o non ) e avvisiamo gli enti competenti dell’area per far bonificare la zona. Negli anni le nostre Ggev hanno trovato di tutto tra i rifiuti che potremmo dire “preoccupanti”: un sacco di armi in un canale della Bassa, più di recente in Val d’Enza una scatola di bossoli a capo di un campo arato e un’altra volta una valigia con divise da guardie carcerarie. Sono rimasti misteri che segnalano la presenza di un settore oscuro del nostro mondo. Naturalmente avvisiamo subito le autorità competenti. Poi capita di trovare ogni tanto casseforti e cambiamonete abbandonati (scardinati e vuoti), e borsette». Ritrovamenti che significano un ulteriore abuso del nostro patrimonio più bello, l’ambiente e la natura.

«Esiste certo una competenza che potrebbe definirsi professionalità dei volontari che si acquisisce con anni di attività – prosegue –. Occorre anche un pizzico di orgoglio e di passione per il proprio territorio, quello che ti porta a scendere tra i rovi con le forbici da potare per farti strada a recuperare batterie da auto, ferraglia, gli estintori che richiamavano l’attenzione da lontano, e trovare una pesante valigia che non c’entrava nulla in quel roveto. E sentire rabbia a vedere che un punto panoramico così bello e unico, il belvedere dei nostri castelli venga ab-usato così, come un immondezzaio. Poi vien da riflettere che un’adeguata manutenzione del verde dei rivali, oltre a rendere più bello il panorama, renderebbe meno facile l’abbandono di questi rifiuti». —

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