Sedici granata positivi al Covid: rinviata la partita tra Reggiana e Cittadella

Gli esiti degli ultimi tamponi hanno costretto la società a chiedere il rinvio. Positivo anche il vice di Alvini. Montagnolo era in panchina sabato ad Ascoli 

REGGIO EMILIA. Questo pomeriggio erano in tutto 16 i componenti del gruppo squadra della Reggiana, positivi al virus Sars-Cov-2. Troppi per scendere in campo già sabato, in quella che - alla vigilia - era considerata, insieme, partita di cartello e match di svolta, e - perché no - anche l’occasione per rivedere allo stadio un po’ di tifosi.

Erano circa mille quelli che avrebbero potuto assistere alla partita tra i granata e il Cittadella primo in classifica, con la Reggiana che aveva scelto di dare la precedenza a coloro che avevano sottoscritto il crowdfounding ReggiAma. E invece, niente. Alla fine la partita è stata rinviata a data da destinarsi.

Sabato, al posto della partita che avrebbe potuto significare la svolta per la formazione di Massimiliano Alvini, ci sarà invece un nuovo giro di tamponi. Inutile dire che l’esito di quegli esami che verranno effettuati sabato mattina sia quasi più importante di una vittoria (o di una sconfitta sul campo).

Perché è proprio da quegli esiti che dipende il prosieguo del campionato granata. Perché se è fuori discussione che ieri la società granata non avesse altra scelta che chiedere il rinvio, è altrettanto chiara anche la normativa federale che in pratica dipinge questa opportunità come unica e irripetibile nel corso del campionato. In altre parole, chiedendo il rinvio del match di sabato , In altre parole, se i tamponi di sabato dovessero dare esiti ancora positivi e in questa percentuale sul gruppo squadra.

Alla fine, questa storia della convivenza necessaria con il virus, alla Reggiana l’hanno presa troppo alla lettera. Fin dai tempi della serie C. In principio, a far notizia fu il caso della positività di Alessandro Favalli. Arrivato a gennaio, dopo alcuni allenamenti, il giocatore - originario di Crema - si scopre positivo al Covid-19. Va in isolamento, ma di lì a poco, con lui ci sarà il resto della squadra e il resto del calcio italiano. Sono i mesi del lockdown, che colgono i granata e i loro tifosi in un momento di grande entusiasmo, dettato dai risultati che collocano i granata di Alvini al secondo posto in classifica, con ancora intatte le chances di vincere il campionato.

Così non sarà per la pandemia blocca il paese e anche il calcio. Sono i mesi più bui. Una volta ripresi gli allenamenti, Massimiliano Alvini li ricorderà così, con il pensiero costantemente rivolto alle bare di Bergamo: «Un medico che quando ero all’Albinoleffe mi aveva salvato la vita ora è intubato in terapia intensiva». Sono i giorni del lockdown e di quell’”Andrà tutto bene” che anche oggi suona beffardo più che mai, almeno a buttare lo sguardo fuori dal calcio.

Invero, quando il lockdown lascia il posto alla fase 2, con la ripresa dei campionati, la Reggiana si batte perché tutti i verdetti vengano assegnati in campo e non a tavolino sulla scorta di qualche algoritmo.

E alla fine, passa la linea della Reggiana che torna ad allenarsi adeguando gli impianti dell’ex Sporting, a Cavazzoli, a tutte le normative e le disposizioni anti-Covid. E il premio arriva dal campo, dai playoff vinti in carrozza, ancorché in uno stadio di Reggio deserto.

A settembre si riparte da una serie B che mancava a Reggio da 21 anni. Ma siamo ancora con gli stadi vuoti: il virus è ancora tra noi e i granata come tutte le altre squadre professionistiche devono osservare rigidi protocolli.

E nonostante i protocolli, gli allenamenti a porte chiuse, nonostante i tamponi a cui il gruppo squadra si sottopone ogni quattro giorni, riecco che il virus torna a colpire la Reggiana. Accanendosi: all’indomani della sconfitta interna con il Chievo, la doccia fredda: sei componenti del gruppo squadra sono risultati positivi al Covid-19: si tratta di Massimiliano Alvini, dei suoi collaboratori Damiano Bertani e Andrea Vieri e dei giocatori Daniel Lunetta, Fausto Rossi e Simone Muratore.

Nessuno di loro partirà per la trasferta di Ascoli, con la squadra affidata al vice di Alvini, Renato Montagnolo. All’arrivo nel ritiro di Ascoli , l’accoglienza non è delle migliori: l’Ascoli chiede e ottiene che i giocatori granata siano sottoposti a nuovi tamponi. Gli esiti di questi tamponi arriveranno soltanto un’ora prima dell’inizio previsto per la partita. E per i granata sono tutti i negativi. Sta’ a vedere che il virus se n’è rimasto a Reggio. Si gioca dunque, ma è facile immaginare con quale stato d’animo scenderanno in campo Mazzocchi e compagni. I granata perdono 2-1 una partita nata male e proseguita piena di presagi negativi. Per capirci: si finisce tra la rabbia per una rincorsa iniziata troppo tardi e un gol annullato (giustamente) a un niente dalla fine. Ma soprattutto si finisce con una situazione sanitaria di nuovo preoccupante. Altro che virus rimasto a Reggio. Il virus s’è fatto pure un giro al “Del Duca” o all’albergo dove la Reggiana decide di passare la notte, a partita finita. E questo nonostante le camere singole in cui tutto il gruppo squadra si è diviso.

Tutto inutile: al mattino, due granata stanno male, al punto da decidere di fare ritorno a Reggio in auto e non in pullman con il resto della squadra. Due contagiati in più? Il bilancio - all’esito dell’ennesimo giro di tamponi fatti sul gruppo squadra al ritorno a Reggio è molto più pesante: positivi al Covid-19 adesso ci sono il vice allenatore Renato Montagnolo, il fisioterapista Giuseppe Bonocore e i giocatori Luca Germoni, Marcos Espeche, Riccardo Gatti, Mattia Marchi, Salvatore Pezzella, Augustus Kargbo, Lorenzo Libutti, Riccardo Martinelli. Totale 11. Un numero che se dovesse rimanere lo stesso anche la prossima settimana, costringerebbe la Reggiana a mettere insieme il numero necessario di giocatori per non rischiare di perdere una partita a tavolino.

Le norme prevedono infatti che la squadra debba presentarsi almeno con 13 giocatori, tra cui un portiere. Ma non 13 giocatori pescati a caso. Devono essere 13 giocatori a cui la società abbia assegnato il numero di maglia. E la Reggiana, in elenco ne ha 28.

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