Sei milioni di fatture per operazioni inesistenti, due imprenditori accusati di frode

Guastalla, sequestrati dalla guardia di finanza immobili, disponibilità finanziarie e partecipazioni societarie per un valore di 2 milioni di euro

GUASTALLA. In tre anni, fatture per operazioni inesistenti per oltre 6 milioni di euro, con conseguente evasione dell’Iva e delle imposte dirette per circa 2 milioni di euro.

Nella mattinata odierna, i militari della Guardia di Finanza di Guastalla hanno dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal Tribunale di Reggio Emilia, di misura cautelare e sequestro preventivo nei confronti di due imprenditori reggiani accusati di frode fiscale.

Le investigazioni non ancora concluse, coordinate dal Pubblico Ministero Iacopo Berardi, sono iniziate l'anno scorso durante una verifica fiscale delle Fiamme Gialle nei confronti di una società reggiana, formalmente attiva nel settore dell’installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e condizionamento.

Nella prima fase degli accertamenti, l’attenzione dei finanzieri si è concentrata sulle fatture passive annotate nella contabilità dell’azienda, risultate emesse da tre imprese “cartiere”, quelle cioè dedite al rilascio di fatture per operazioni inesistenti.

Le successive investigazioni, svolte anche a mezzo di indagini patrimoniali e finanziarie, non solo hanno consentito di acquisire ulteriori elementi probatori circa la natura fittizia delle transazioni intercorse con queste tre aziende fantasma, ma hanno permesso anche di identificare ulteriori 6 società “cartiere” che tra il 2016 e il 2019 hanno emesso nei confronti dell’impresa reggiana, sottoposta a verifica, fatture per operazioni oggettivamente inesistenti per oltre 6 milioni di euro, con conseguente evasione dell’Iva e delle imposte dirette per circa 2 milioni di euro.

L’autorità giudiziaria, pertanto, ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni immobili e partecipazioni societarie in misura corrispondente all’imposta sottratta al fisco, per l’ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta, che prevede la pena della reclusione da quattro a otto anni.

Parallelamente, nei confronti dell’amministratore di fatto e di quello di diritto della società ispezionata è stata notificata la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la loro attività imprenditoriale per un anno.

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