Il vescovo di Reggio Emilia: «Siate prudenti, ma non chiudetevi in casa»

Monsignor Camisasca invita a rispettare le regole anti-contagio ma senza lasciarsi andare al panico: «Chiese e parrocchie sono sicure»

REGGIO EMILIA . «Non possiamo permetterci che, di giorno in giorno, l’unico criterio sia chiudersi in casa. Senza demordere da tutte le attenzioni dovute, come la mascherina, l’igiene delle mani e il distanziamento, dobbiamo continuare a vivere».



Lo scrive il vescovo Massimo Camisasca nella lettera indirizzata ai sacerdoti e ai diaconi della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. Un invito a non farsi prendere dal panico e, soprattutto, a non dimenticare il proprio compito: «Aiutare la nostra gente a vivere con prudenza, ma anche con serenità, fiducia in Dio e capacità di relazioni e aiuto reciproco».

Le chiese, assicura il vescovo, «sono luoghi sicuri sia per per la preghiera liturgica sia per eventuali incontri».

L’ultimo decreto sulle misure per il contrasto e il contenimento dell’emergenza Covid-19, d’altra parte, non prevede la chiusura dei luoghi di culto. Continuano quindi le attività in parrocchia e negli oratori (catechismo, incontri, prove di canto...) sempre nel rispetto delle misure anti-contagio già in atto, tra cui la registrazione dei presenti e l’assegnazione di posti a sedere.

Non potranno invece essere praticati sport di contatto amatoriale (come calcetto e basket) nei campetti e nelle aree parrocchiali. Continuano invece le altre attività sportive se l’associazione sportiva è convenzionata con la parrocchia e si assume le responsabilità connesse al rispetto dei protocolli sanitari e delle rispettive federazioni.

Le parrocchie continueranno a essere igienizzate e predisposte per accogliere i fedeli in sicurezza, con percorsi di entrata e uscita per evitare assembramenti, eventuali postazioni di misurazione della febbre e idonea organizzazione degli spazi.

Restano valide tutte le disposizioni precedenti: invito al costante automonitoraggio, obbligo di indossare (correttamente) la mascherina sia negli spazi aperi sia al chiuso, divieto di frequentare la parrocchia per chi ha temperatura corporea superiore ai 37,5 °C o altri sintomi influenzali, chi è in quarantena o in isolamento domiciliare, e chi è entrato in contatto con persona affetta da Covid-19 nei 14 giorni precedenti.

Come affrontare casi dubbi? «Con serenità... – la risposta sul sito della diocesi – non siete soli. Gli uffici di curia saranno al vostro fianco per individuare le possibili soluzioni che andranno conformate all’evolversi del quadro epidemiologico». —
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