Parte il restauro di palazzo Ruini dopo gli interventi emergenziali

Lo scorso febbraio messa in sicurezza la facciata: ora è la volta della ristrutturazione complessiva 

REGGIO EMILIA. È stato avviato il cantiere per il restauro della facciata laterale di palazzo Ruini, che prospetta su via San Girolamo all’angolo con via Emilia San Pietro.

Il montaggio dei ponteggi, che sarà completato oggi, aveva avuto inizio la settimana scorsa e per consentirla il Comune aveva disposto l’interruzione del traffico veicolare e pedonale in via San Girolamo dal 12 al 14 ottobre dalle ore 7.30 alle 18.


Poi il maltempo ha fatto sospendere i lavori, prolungando l’esecuzione della fase preliminare. L’intervento era lungamente atteso.

Già all’inizio del 2018 i passanti avevano segnalato la caduta di calcinacci e parti di muratura sulla sede stradale. In marzo i tecnici del servizio Reti e infrastrutture del Comune avevano compiuto un sopralluogo accertando diffusi distacchi dalle sporgenze architettoniche e dall’intonaco oltre a fessurazioni della muratura e alla mancanza di parte degli infissi. Quindi avevano certificato la «necessità e l’urgenza» di eliminare il «pericolo per la pubblica incolumità». Il Comune ne trasse le conseguenze all’inizio dell’anno scorso intimando con un’ordinanza ai proprietari di sistemare le porzioni pericolanti entro dieci giorni. La società Palazzo Ruini, che possiede l’immobile, la eseguì in febbraio transennando una parte dell’incrocio tra via Emilia San Pietro e via San Girolamo e provvedendo a mettere in sicurezza la facciata tramite un operaio issato su un cestello. Si trattava, però, di un primo intervento emergenziale, a cui doveva fare seguito una ristrutturazione complessiva, preannunciata dalla proprietà per garantirne l’integrità nel lungo periodo. Ora finalmente si procede.

Il palazzo, che si trova di fronte alla chiesa di San Pietro, risale al periodo tardo gotico del basso Medioevo. Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento appartenne al giureconsulto Carlo Ruini, membro di una delle famiglie nobili più antiche d’Italia. Egli lo fece rinnovare secondo lo stile classicheggiante dell’epoca, lasciando alla città uno splendido esempio dell’architettura rinascimentale. La tradizione attribuisce il progetto a Bartolomeo Spani. Certamente vi si avverte l’influenza dell’architetto ferrarese Biagio Rossetti, che il Duca d’Este aveva inviato in quegli anni a Reggio per supervisionare le fortificazioni della Cittadella. La facciata principale si erge sulla via Emilia, allora chiamata Maestra. Fu riadattata dal Gazzoli ed è caratterizzata da un porticato monumentale a sei arcate con colonne di marmo e medaglioni di cotto con busti tra le imposte degli archi. L’atrio, da cui si dipartono le scale, ha una volta a botte con capitelli pensili in arenaria. Seguono un cortile, un atrio coperto a padiglione e un secondo cortile con una loggetta voltata a crociera. La facciata laterale conserva tratti delle strutture gotiche originarie. –


 

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