«Mi ha trascinato con l’auto e poi mi è passato sopra»

Parla il 55enne ex carabiniere vittima della violenta aggressione a Calerno: «Prima un pugno, poi quella reazione assurda». Ha riconosciuto il giovane

SANT’ILARIO. È un episodio davvero inquietante, quello successo a Calerno sabato pomeriggio ai danni di Rocco Pierciante, 55 anni, ex carabiniere di professione, vittima di un’aggressione feroce da parte di chi prima gli ha dato un pugno, poi lo ha trascinato con l’auto fino a investirlo in mezzo alla via Emilia. Un fatto che ha scaldato gli animi degli abitanti di Calerno che, dopo l’accaduto, sono scesi in strada sostando davanti al bar fino a sera tardi per richiamare l’attenzione su quanto sta capitando nella frazione santilariese sul fronte della sicurezza.

Il 55 enne, rimasto a terra urlando di dolore, è stato soccorso dai passanti che hanno chiamato il 118 e il 112. I sanitari giunti sul posto, dopo le prime cure, lo hanno trasportato in codice rosso all’ospedale Santa Maria Nuova, dove resta ricoverato. Dopo i primi accertamenti, la diagnosi parla di frattura alla mano destra, ematoma alla gamba destra, al polpaccio e al tallone, quattro costole incrinate e un ematoma all’orecchio destro dovuto al pugno. La prognosi è di trenta giorni. I carabinieri ieri lo hanno sentito: c’è un’indagine aperta. Con loro, ha ricostruito i fatti e ha riconosciuto l’aggressore.


Rocco Pierciante, cosa è accaduto sabato scorso?

«Dopo aver lavorato e tagliato l’erba nel giardino di casa mia, sono andato al bar Anna per comprarmi le sigarette. Erano in due: dopo aver bevuto, hanno bloccato la porta d’ingresso. Mi sono rivolto a quello davanti alla porta dicendogli: “Permesso, posso passare?”. L’uomo si è spostato a malapena, allora gli ho detto “grazie”, ironicamente. Quando meno me l’aspettavo, uno dei due si è girato sganciandomi un pugno che ha preso metà faccia e l’orecchio destro».

Come si è arrivati in strada?

«Preso il pugno, ho lasciato la mia cagnolina alla barista, che è uscita subito fuori, e nel frattempo il ragazzo è salito nella sua auto. Mi sono avvicinato alla sua portiera per chiedere spiegazioni di quel gesto folle. Non ha esitato a trascinarmi con forza, chiudendo la portiera e buttandomi per strada, per poi passarmi sopra con la ruota della macchina, sul braccio e sulla gamba».

Poche settimane fa suo figlio è stato aggredito dopo aver fatto segno a un paio di auto di andare piano. Pensa che gli episodi siano collegati?

«Quello del mio figlio è un altro fatto. Lui si trovava in piazza a Calerno e, per un richiamo a due persone che andavano veloci, si è preso un pugno in faccia. È sempre un’aggressione folle, purtroppo c’entra sempre con la sicurezza».

Qualcuno si è fatto avanti a chiedere scusa?

«Assolutamente no».

Vuole mandare messaggio alla gente del paese?

«Vorrei dire un grande grazie, un grazie di cuore a tutti loro. A chi ha mandato messaggi di vicinanza a me, chi alla mia famiglia. Un grande grazie anche al personale medico del Santa Maria Nuova che mi è vicino in ogni momento. Grazie a tutti». Risposte sull’accaduto potrebbero arrivare anche grazie alle telecamere all’esterno del bar, che hanno ripreso la scena parzialmente. Il filmato è al vaglio dei carabinieri santiliariesi. —

Daniela Aliu

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