Sparatoria in centro a Reggio Emilia, l'esperto: "Una pistola tascabile che ha capacità letali"

Sbagliato dire che sia un calibro dallo scarso potere lesivo ma la distanza d’ingaggio dev’essere limitata: tra 3 e 7 metri

REGGIO EMILIA. Non ho potuto visionare di persona la pistola utilizzata, ma dalle immagini mi sento di escludere si tratti di una cosiddetta scacciacani modificata, “classificazione” che affascina molti esperti della prima ora, ma che, spesso, si rivela una cantonata. Si tratta di una Beretta modello 950, calibro 6,35 mm (.25 auto secondo la terminologia anglosassone), piccola pistola semiautomatica la cui produzione è iniziata nei primissimi anni Cinquanta e tra le caratteristiche distintive ha senza dubbio la canna basculante, fulcrata nella parte anteriore.

I nove spari che si percepiscono dal video amatoriale, che ha ripreso in diretta il tentato omicidio, sono confermati dal fatto che nel calibro 6,35 mm questa pistola è dotata di un caricatore della capacità di 8 colpi, che possono aumentare di uno se si inserisce il nono direttamente in canna.


Veniva prodotta anche in calibri inferiori, come il .22 long rifle, ma in quel caso la capacità del caricatore era inferiore (6 colpi). Altro tratto distintivo di quella che negli Stati Uniti sarebbe definita pocket pistol è il peso assai contenuto: senza munizioni e con il caricatore vuoto inserito, la Beretta 950 pesa meno di 300 grammi, caratteristica che, unita alle ridotte dimensioni, ne fanno una perfetta pistola tascabile e facilmente occultabile.

Per quanto riguarda le caratteristiche della munizione utilizzata, si tratta di un calibro vetusto, progettato da John Moses Browning a inizio 1900, ma è fuorviante affermare che si tratti di un calibro dallo scarso potere lesivo, soltanto perché rientra tra quelli che in gergo sono classificati come piccoli calibri: il 6,35 mm è un calibro progettato per essere utilizzato in pistole per difesa e non ha applicazioni in ambito sportivo.

Certamente, la distanza di ingaggio dev’essere limitata, diciamo tra i 3 e i 7 metri, ma anche a distanze superiori questo calibro ha la capacità di essere letale.

Per illustrarne meglio le caratteristiche balistiche, aggiungo che il proiettile classico utilizzato con questo calibro pesa, circa, 3,30 grammi ed è in grado di raggiungere una velocità massima che si aggira intorno ai 230 metri al secondo e sviluppa un’energia di circa 90 joule.

Il calibro 9x19 utilizzato dalle nostre forze di polizia nazionali, per fare un paragone, utilizza un proiettile che pesa intorno agli 8 grammi, sviluppa una velocità iniziale intorno ai 350 m/sec, che equivale a un’energia di circa 510 joule. Da sottolineare anche l’altezza della pistola: con la volata della canna praticamente allineata con il volto, chi la impugna e spara non credo abbia l’obiettivo di spaventare. —

*CAPOREDATTORE DELLA RIVISTA ARMI E TIRO

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