«Risposta immediata a un fatto grave. Non siamo in città solo per fare multe»

Reggio Emilia, il questore Ferrari si congratula con i suoi uomini: «È stato importante aver individuato subito l’autore del folle gesto»

REGGIO EMILIA. Sono bastate appena tre ore, agli uomini della polizia di Stato e alle forze dell’ordine reggiane, per risolvere una vicenda di una gravità inaudita e per mettere un punto fermo alle indagini, ma anche alle polemiche e all’allarmismo che, grazie soprattutto ai social, in pochi minuti avevano già infiammato di discussioni la Rete.

Quei nove colpi di pistola sparati nel cuore della città, alle 22.40 di un tranquillo sabato sera, in un centro storico pieno di giovani, molti dei quali minorenni, ha seminato il panico anche tra i tanti genitori che dalle loro case – avendo appreso della drammatico notizia – hanno cominciato a temere per l’incolumità dei loro figli.


RISPOSTA IMMEDIATA

Ed è anche e soprattutto per questo motivo che il questore di Reggio Emilia, Giuseppe Ferrari, ieri mattina in conferenza stampa ha annunciato con soddisfazione l’arresto del 43enne Gaetano Lombardi, accusato di essere l’uomo che sabato sera ha sparato all’indirizzo di un gruppo di giovani e ferito cinque persone: «È stato importantissimo aver individuato subito l’autore del folle gesto e aver dato una risposta immediata alla città, che si è subito preoccupata, giustamente, per un fatto di sangue gravissimo. Era importante, soprattutto, ricostruire la dinamica di quanto accaduto e capirne il movente: ora possiamo dire che si è trattato di un fatto estemporaneo, provocato da motivi futili, tra persone che nemmeno si conoscevano. Per fortuna, non succede certo tutti i venerdì e i sabato, quando la città di sera si riempie per la cosiddetta movida. Anzi, mi sento di dire che per fortuna non era mai successo prima da quando sono il questore di Reggio».

COLLABORAZIONE TRA FORZE DI POLIZIA

E, anche se non era un fatto prevedibile, la risposta della polizia è stata immediata ed efficace: «È una risposta dovuta anche e soprattutto al clima costruttivo che si è creato tra le forze dell’ordine reggiane che, coordinate dal tavolo tecnico e dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, lavorano in stretta sinergia, con una proficua collaborazione. In pochi minuti, in piazza del Monte, c’erano tutti: la polizia di Stato, l’Arma dei carabinieri, la guardia di finanza e la polizia locale, ognuno con le proprie professionalità e capacità di reagire a una situazione così grave».

CONFLITTO A FUOCO IMPREVEDIBILE

Certo, quando si dispongono i servizi mirati al rispetto delle misure anti-Covid, non ci si aspetta di trovarsi di fronte a un uomo che spara all’impazzata ad altezza d’uomo: «Il personale, nello specifico, non era preparato per un conflitto a fuoco ma la risposta – davanti a un fatto così grave – è stata immediata, pronta, efficace. Sulla strada ci sono dei professionisti, abituati a lavorare insieme, e la reazione di sabato sera dimostra come gli obiettivi che ci eravamo dati a maggio, nel post lockdown, avevano un senso e che le strategie che abbiamo seguito avevano una logica».

NON SOLO MULTE

Non solo un freno alla movida e il rispetto delle misure anti-Covid, quindi: «Sono servizi in cui crediamo molto, che svolgiamo con attenzione e che continueremo a svolgere nei prossimi fine settimana. Lo dimostra anche il fatto che ci siano sempre un funzionario della questura o un ufficiale dei carabinieri presenti: i miei funzionari sanno stare sulle strade, gestire gli imprevisti e questo è stato un grosso imprevisto».

LA FIDUCIA DELLA CITTÀ

Non solo multe a chi non porta la mascherina, come qualcuno – di fronte a una città che la primavera scorsa appariva “blindata” – aveva polemicamente sottolineato: «Vorremmo evitare le multe, vorremmo che non ci fosse nessuna pandemia e che l’allarme Covid potesse finire, ma purtroppo non è così e abbiamo visto che la situazione sta addirittura peggiorando. Non siamo per strada a fare delle multe ma a far rispettare delle regole che, nella maggior parte dei casi, i reggiani dimostrano di aver assimilato. Al di là delle polemiche (di pochi), mi sembra invece che la nostra presenza – soprattutto nelle serate di venerdì e sabato – sia molto importante. Viviamo e lavoriamo in mezzo alla gente e speriamo che, con le persone che frequentano la città, si crei un clima di fiducia e collaborazione – conclude Ferrari –. Se siamo capaci di guadagnare la fiducia dei reggiani, poi la risposta che potremo dare sarà migliore. E, per Reggio, quella di sabato sera è stata senza dubbio una bella risposta». —


 

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