Sono fuori a pranzo, l’abitazione va a fuoco e muore il cane

Reggio Emilia, a provocare l’incendio un cortocircuito nell'appartamento-studio fotografico, poi la fuga di gas. Niente da fare per l'amato pastore belga

REGGIO EMILIA. «Non mi interessa la casa, non mi interessa niente. Basta che la mia Nina sia viva, mi interessa solo quello».

Ma purtroppo per Nina, un bellissimo pastore belga di otto anni, non c’è stato niente da fare.


Rocco Tampelloni e la sua compagna erano fuori a pranzo quando nella casa di lui, in via Raffaello Sanzio 19, a Mancasale, è scoppiato un incendio. Nell’appartamento non c’era nessuno a parte il cane. Che però non è riuscito a scappare. Quando sono arrivati, i suoi padroni hanno iniziato a chiamarla (per motivi di sicurezza non hanno potuto avvicinarsi troppo all’appartamento) e nella speranza che fosse in un qualche modo riuscita a scappare l’hanno cercata in tutto il quartiere, invano.

A trovare l’animale, probabilmente morto soffocato per il fumo, sono stati i vigili del fuoco al termine delle operazioni di spegnimento.

L’incendio, scoppiato ieri intorno alle 15.30, dovrebbe essere stato provocato da un corto circuito. Tampelloni, infatti, è un fotografo, tra l’altro molto conosciuto in città, e nella sua casa di Mancasale, dove vive e lavora, c’erano computer e parecchie attrezzature elettroniche. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco, la scintilla iniziale deve essere partita da lì, poi, sfortunatamente, ha raggiunto una stufa collegata a una bombola a gpl.

Sembra che, a causa del calore, il tappo della bombola si sia danneggiato, iniziando a far uscire il gas, che ha poi alimentato le fiamme. Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto, parte del soffitto tra il primo e il secondo piano era crollata e l’appartamento era praticamente distrutto. Per spegnere l’incendio c’è stato bisogno dell’intervento di quattro squadre, una da Reggio, una da Sant’Ilario e due autobotti. Per quasi tre ore i vigili del fuoco sono andati dentro e fuori, alternandosi, muniti di bombole di ossigeno. Uno di loro è rimasto lievemente ferito, colpito da materiale che gli è crollato addosso, ed è stato accompagnato al pronto soccorso per le medicazioni.

In via Raffaello erano presenti anche i carabinieri, inviati sul posto dalla centrale. A dare l’allarme telefonando al 112, infatti, è stata una guardia giurata che si è accorta del fumo che usciva da un capannone durante il suo giro di perlustrazione tra le aziende.

Contrariamente a quanto si pensasse all’inizio, ad andare a fuoco non era il capannone, un deposito di legna e attrezzi, in realtà, ma l’attiguo appartamento-studio fotografico di Tampelloni.

«Non andiamo mai via – continuava a ripetere senza darsi pace davanti alla sua casa carbonizzata, mentre la compagna era seduta sconsolata sul marciapiede, in disperato silenzio – e proprio oggi siamo stati fuori a lungo. Nina era abituata ad aspettarci, non usciva mai da casa o dal cortile senza di noi. Sono sicuro che mi stesse aspettando davanti alla porta, la mia Nina». —


 

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