«Melina sulla riapertura del punto nascite»

Sgb: «Non vorremmo che, con la messa in funzione del Mire tutte le prestazioni vengano trasferite a Reggio Emilia»

CASTELNOVO MONTI. Critiche del Sindacato generale di base sulla riapertura del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna. Sgb parla di «melina» anche per lo stesso reparto dell’ospedale di Scandiano. «La medesima melina che, di fatto, si sta perpetrando sulla possibile riapertura del punto nascita di Castelnovo Monti – afferma Sgb – dove da mesi si attende un segnale positivo che trasformi in atti concreti tutta la retorica pomposa pre e postelettorale del presidente Bonaccini sulla riapertura del punti nascita. Nel frattempo prosegue l’accantieramento per i lavori del futuro Mire, un’opera che, come Sgb, sosteniamo in un ottica di ammodernameto della tecnologia, delle strutture del servizio sanitario pubblico e dell’offerta di servizi, prestazioni e cure a disposizione della collettività, purché non diventi motivo, in virtù delle reiterate politiche di tagli che da anni colpiscono la sanità pubblica, di depotenziamento e ridimensionamento delle strutture e dei servizi sul territorio. In particolare non vorremmo che in futuro, con la messa in funzione del Mire, l’intera rete dei punti nascita provinciali non possa essere più sostenibile, con conseguente trasferimento di tutte le prestazioni dell’area materno-infantile sulla nascente struttura di Reggio. In una fase piena di incognite dovuta alla ripresa dei contagi per il coronavirus, sulla questione dei punti nascita riteniamo che sarebbe opportuna una politica più trasparente da parte della Regione e della Azienda Usl di Reggio Emilia con indicazioni non tanto sul quando, ma piuttosto sul se apriranno i punti nascita di Scandiano e Castelnovo Monti».

Sgb rileva che «sono passati oltre 7 mesi da quando, causa emergenza sanitaria Covis il punto nascita di Scandiano è stato chiuso in via precauzionale assieme al Pronto soccorso. Si tratta, ormai, di una chiusura permanente, anche dopo la gradita riapertura del punto nascita di Montecchio, in considerazione del fatto che con la ripresa dei contagi da Sars Cov-2 l’ospedale di Scandiano mantiene la propria etichetta di ospedale Covid. Tuttavia, pur apprezzando molto l’immane sforzo che le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda sanitaria reggiana stanno mettendo in campo per una risposta efficace al bisogno di salute della collettività di fronte alla pandemia, ad oggi ancora non vi sono indicazioni chiare su quanto tempo dovranno ancora aspettare le donne dell’intero comprensorio ceramico per vedere riattivato il punto nascita dell’ospedale Magati in tutta la sua funzionalità. Un’assenza di informazioni che getta molte ombre sul destino del punto nascita di Scandiano, soprattutto in riferimento al fatto che nel 2017, quando è stato definitivamente chiuso il punto nascita di Castelnovo Monti, il ministero della Salute aveva concesso una deroga (ormai scaduta) di due anni per quello di Scandiano. Ebbene, il prolungamento della chiusura cautelativa causa pandemia, in aggiunta alla mancanza di comunicazioni su possibili future riaperture, fa pensare che il destino del punto nascita del Magati sia ormai segnato». —


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