Investimento da 1,5 milioni per il nuovo acquedotto

Via libera al progetto di Ireti per il serbatoio da due milioni di litri d’acqua. Il sindaco: «Sarà sotterraneo, con un attento inserimento anche urbanistico»

RUBIERA. Un nuovo serbatoio per l’acqua potabile di Rubiera, con una capacità di 2.000 metri cubi, pari a 2 milioni di litri. Il 29 settembre scorso il consiglio comunale rubierese ha votato il via libera a Ireti – società operativa per le reti del gruppo Iren – perché possa avviare il percorso per costruire il contenitore aggiuntivo.

L’investimento


Si tratta di un investimento da circa 1,5 milioni di euro, pensato per realizzare un serbatoio sotterraneo da interrare nell’area verde a fianco dell’attuale centrale idrica non lontano dal corso del torrente Tresinaro. Rubiera, grazie alla sua posizione estremamente strategica sia sulla dorsale est-ovest sulla via Emilia che su quella nord-sud, fra Carpi e distretto ceramico, ospita ben due impianti di rifornimento acqua. L’acquedotto Iren in questione, che serve anche i territori reggiani di San Martino in Rio e Correggio, e il campo pozzi di Aimag da cui dipende la fornitura idrica della zona modenese che gravita attorno a Carpi. L’impianto Iren ora verrà ampliato notevolmente grazie al contenitore interrato, unito ad una serie di abbellimenti nel verde pubblico non lontano.

«È un’opera importante per il nostro acquedotto, che garantirà regolarità nel funzionamento del servizio, mettendo a disposizione una “scorta” importante di un bene decisamente fondamentale per la vita di tutti. Il serbatoio sarà sotterraneo, con un attento inserimento anche urbanistico: sorgerà nell’area libera di fianco all’attuale centrale idrica», fa presente il sindaco Emanuele Cavallaro.

Il progetto

L’acquedotto interrato sarà in gran parte ricoperto da un prato, a parte nei punti in cui dovrà emergere la camera di manovra. Nel lato che guarda verso il corso del Tresinaro verrà poi ricavato uno spazio attrezzato, con panchine e verde che potenzieranno la proposta del passaggio ciclopedonale già esistente. A proposito di dotazioni verdi, «come richiesto dalla Commissione Urbanistica, si è provveduto a salvaguardare il più possibile anche l'attuale presenza di alberi, nelle vicinanze, con la ripiantumazione in loco di quanti fossero coinvolti nell’area di cantiere».

L’opera sarà massiccia, anche se l’impatto visivo dovrebbe essere minimo grazie agli scavi, e serve non solo per il sempre più popoloso comune rubierese ma per una bella area reggiana a Nord della via Emilia. L’acquedotto, continua Cavallaro, è necessario «non solo per il nostro territorio ma a servizio anche di San Martino in Rio e di Correggio. L’acqua è una delle ricchezze di Rubiera: oltre a questi comuni ospitiamo anche il campo pozzi di Aimag che “disseta” Carpi. Avere un sistema efficiente, che permetta di superare anche momenti di eventuale scarsità o irregolarità dell’emungimento dei pozzi, è importante anche per affrontare le sfide che potrebbe riservarci il futuro». —

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