«Via Makallè, nome coloniale. Noi la dedichiamo a Sylvester»

Reggio Emilia, l’iniziativa del collettivo Arbegnuoc Urbani, che ribattezza strade e piazze:  «Bisogna far riemergere dall’oblio questa parte di storia omessa e trascurata»

REGGIO EMILIA. Via Makallè? È un nome colonialista. Ed è per questo motivo che il collettivo Arbegnuoc Urbani ha deciso di ribattezzarla, dedicandola al compianto Sylvester Agyemang, lo studente morto pochi anni fa investito da un autobus vicino al polo scolastico.

È quanto avvenuto sabato, durante una cerimonia – la prima di una serie – organizzata dal collettivo, che si occupa di antirazzismo e antifascismo attraverso la guerriglia odonomastica, ovvero lo studio dei nomi delle strade dal punto di vista storico e linguistico. «È stato un racconto a più voci, con interventi di storici, studenti e studentesse, artisti e impreziosito dal contributo del gruppo bolognese “Resistenze in Cirenaica”, per far riemergere dall’oblio questa parte di storia, omessa o trascurata nei programmi scolastici e nel dibattito pubblico, riportando alla memoria gli orrori che hanno contrassegnato le aggressioni coloniali perpetrate dal nostro Paese», affermano gli organizzatori.

Durante l’iniziativa sono stati affissi cartelli che spiegano la storia coloniale nascosta dietro il nome Makallé – città nel nord dell’Etiopia coinvolta nei periodi coloniali italiani – ed è stato sostituito temporaneamente il cartello della via intitolandola a Sylvester. La data del 3 ottobre, scelta dal collettivo Arbegnuoc Urbani – il nome deriva dai partigiani etiopici che si opposero all’occupazione italiana – per iniziare la ridenominazione di vie, piazze e spazi urbani reggiani, ha avuto inoltre un significato simbolico: il 3 ottobre 1935 il regime fascista iniziò la Guerra d’Etiopia e il 3 ottobre 2013 ci fu un naufragio al largo di Lampedusa in cui morirono 368 persone, in gran parte eritree ed etiopi. —

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