Il sagrato della “Chiesa Nuova” riportato a nuova bellezza

Ieri mattina l’inaugurazione in piazza della Repubblica con il vescovo Camisasca. Al lavoro un team di esperti. Benedizione anche del vicolo intitolato a don Iemmi

MONTECCHIO. È stato inaugurato ieri mattina il sagrato della cosiddetta “chiesa nuova” di Montecchio, che per l’occasione ha visto arrivare il vescovo Massimo Camisasca e le autorità locali, tra cui il sindaco Fausto Torelli e gli assessori Stefano Ferri, Giancarlo Ghirelli e Bruno Aleotti.

Oltre all’inaugurazione del sagrato, il vescovo Camisasca ha benedetto anche il vicolo intitolato a don Giuseppe Iemmi, ucciso sul Monte Fosola il 19 aprile del 1945. Nel suo discorso, il vescovo ha ricordato le vittime del Covid e ha esortato a ritrovare la speranza e la voglia di uscire, pur rispettando le norme sanitarie.


«Siamo qui a inaugurare i lavori del sagrato della “chiesa nuova” – ha detto il sindaco Torelli a nome dell’amministrazione comunale –. È un momento importante per Montecchio. Ringraziamo l’associazione “La Vecchia Montecchio”, le altre associazioni e i privati che hanno contribuito al progetto che ha permesso alla parrocchia di San Donnino Martire di riportare nella sua bellezza il sagrato della “chiesa nuova” in piazza Repubblica. Siamo particolarmente contenti perché l’intervento va nella direzione di riportare la nostra piazza al centro della vita di Montecchio».

«Come amministrazione accogliamo con gioia il completamento del sagrato della “chiesa nuova” – ha affermato l’assessore per le politiche sociali Bruno Aleotti – che dà lustro alla nostra piazza e che ci auguriamo sia il primo di una serie di interventi che stiamo pensando per ridare slancio e bellezza ad uno dei luoghi più suggestivi della nostra cittadina. Il lavoro assume ancora più valore perché realizzato da “La Vecchia Montecchio” e altre associazioni che, poco o tanto, hanno dato per aiutare la parrocchia a completare l’intervento. Mi piace sottolineare gesti come questi, che mirano a rendere bella Montecchio, e ringrazio di cuore l’associazione “La Vecchia Montecchio” e tutti quelli che hanno ridato vita a questo gioiello». L’intervento sul sagrato ha visto in campo un team di esperti come l’architetto Paolo Bedogni, il maestro decoratore Cesare Pellicelli e tanti altri tecnici. Dei lavori eseguiti sul sagrato della “chiesa nuova” – come la chiamano i montecchiesi – edificio che risale al XVII secolo, affacciato sulla centralissima piazza di Montecchio, parla l’architetto dell’ufficio tecnico comunale di Montecchio Edis Reggiani, che spiega alla Gazzetta: «L’intervento di manutenzione e restauro del sagrato della chiesa in piazza della Repubblica, su una superficie di 150 metri quadrati, ha avuto la supervisione della Soprintendenza di Bologna. Si è curata la pulitura dei vecchi mattoni utilizzando apposite spazzole e acqua a pressione, al fine di eliminare gli elementi vegetali (erbe infestanti, muschi) e i residui terrosi. Inoltre, ha visto la sistemazione delle parti ammalorate mediante l’utilizzo della tecnica cuci e scuci; stuccatura completa dei mattoni mediante l’utilizzo di malta con tonalità cromatica compatibile con il vecchio laterizio, a base di calce idraulica naturale. Tutti processi per farne rimergere e mantenerne la sua bellezza naturale».

Uno dei membri dell’associazione “La Vecchia Montecchio”, Giovanni Davoli, dichiara alla Gazzetta: «La nostra associazione da anni opera sul territorio locale. Interveniamo dove c’è bisogno di recuperare e far rivivere gioielli che distinguono Montecchio. Anni fa abbiamo fatto rivivere l’orologio della rocca; adesso è toccato al sagrato. Abbiamo contribuito noi con il 50% dei fondi e l’altro 50% ci auguriamo che arrivino dalle donazioni dei cittadini o aziende locali. Questa mattina (ieri, ndr), con l’inaugurazione del sagrato e la benedizione del vicolo antico abbiamo fatto rivivere piccoli gioielli che rendono unico il nostro paese», conclude Davoli. —

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