Ferri da vicesindaco a direttore del distretto Ausl di Scandiano

Il cardiologo subentra a Maurizio Rosi in un periodo “caldo” per il Magati. Critiche dall’opposizione: «Avrebbe dovuto esserci trasparenza fin da subito»

SCANDIANO. Da vicesindaco a direttore del distretto Ausl di Scandiano. Nella mattina di ieri Marco Ferri è stato nominato a capo del distretto Ausl scandianese, cui afferiscono anche Casalgrande, Rubiera, Castellarano, Viano e Baiso. Cardiologo con formazione post-laurea nella gestione dell’amministrazione sanitaria, Ferri lavora al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e, fino a poche settimane fa, era vicesindaco di Scandiano, dopo aver trascorso diversi mandati come consigliere e assessore. Il suo addio al Comune era stato motivato con scelte professionali, e ora arriva la concretizzazione con la guida del distretto Ausl del territorio in cui vive e in cui ha operato come amministratore pubblico.

A Scandiano prenderà il posto dello storico direttore Maurizio Rosi, ormai prossimo alla pensione, e si troverà a gestire un periodo non facile per la sanità locale, alle prese con l’emergenza sanitaria e con la pesante riorganizzazione che sta vivendo l’ospedale Magati. Temi caldi che portano anche a discussioni a livello politico.


«Voci sempre più insistenti danno l’ex vicesindaco Marco Ferri al vertice del distretto Ausl di Scandiano al posto dell’uscente, per ragioni di anzianità, Maurizio Rosi. Uno spostamento di circa 350 metri, dunque; tanto è lo spazio che divide la residenza municipale dal Magati. Se queste voci trovassero conferma, sarebbe veramente circostanza sorprendente, per impiegare un eufemismo», commentano i consiglieri di opposizione del gruppo misto Alessandro Nironi Ferraroni, Davide Beltrami e Chiara Ferrari. Le perplessità sono tante: «Nulla da discorrere su competenze e meriti professionali di Marco Ferri: non ne abbiamo titolo. È però una questione tutta politica, di fondamentale importanza e assoluta delicatezza, quella che si profilerebbe». In primo luogo, «perché è evidente che su tale scenario avrebbe dovuto esserci da subito totale trasparenza da parte degli interessati. In secondo luogo, ma certo non per minor importanza, poiché, specie nell’attuale contesto emergenziale è imprescindibile che le istituzioni rappresentative (ad esempio, il Comune) siano in grado di dialogare con gli altri enti, tra i quali innanzitutto quelli sanitari, da una posizione di forte indipendenza, mai abdicando al loro ruolo». Insomma, si allude al futuro confronto fra due parti che hanno collaborato fino all’ultimo giorno: «Come potrà la giunta assolvere a questa sua essenziale funzione nei riguardi di un dirigente che è stato parte essenziale dell’anima del governo scandianese per oltre dieci anni? Come potrà far sentire la sua voce – eventualmente – critica proprio nei confronti del vicesindaco che, solo un anno fa, primo nella storia scandianese, ha chiesto la fiducia ai cittadini, unitamente al sindaco, per poi fare altre, legittime e rispettabili, scelte di vita?». Il discorso sarebbe valido anche all’opposto.

Altro tema è quella del sostituto di Ferri in giunta. Il ruolo di vicesindaco è ricoperto dall’assessore Elisa Davoli; manca però la riassegnazione di deleghe pesanti a Opere e Ambiente: «E il nuovo assessore che fine ha fatto? In due settimane – precedute, immaginiamo, da almeno altrettante di preavviso – il sindaco non ha ancora trovato una persona in grado di ricoprire un ruolo chiave come, appunto, quello ancora vacante?» —

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