Alla studentessa Bianca Soliani un premio a Festivaletteratura

Luzzara: è la vincitrice del concorso “My Life in Strips” con 10 disegni su temi ambientali. «Lo stile deve essere curato, ma ad essere importanti sono soprattutto le idee»

LUZZARA

Bianca Soliani, 17enne di Luzzara, è la vincitrice del concorso “My Life in Strips” organizzato nell’ambito del Festivaletteratura di Mantova. Il tema dell’edizione 2020 era la “Green revolution” tra cambiamenti climatici e catastrofiche prospettive di una Terra più calda, con pianure invase dal mare e montagne senza ghiacciai.


Molti ragazzi in tutto il mondo si sono mobilitati negli ultimi mesi per dare la sveglia a un’opinione pubblica un po’ addormentata, distratta da altre questioni non sempre così importanti. Bianca si è trovata pronta a levare la sua voce in difesa del pianeta e a come cambiare un’abitudine o il modo di vedere le cose. Con dieci vignette dal titolo “What a wonderful word”, come la canzone di Louis Armstrong, la studentessa luzzarese ha disegnato la sua “rivoluzione verde”.

Bianca ha scelto il linguaggio del fumetto per raccontare storie non solo di fantasia, ma anche temi importanti. Grazie alle sue notevoli doti grafiche, in 17 tavole contenenti 65 vignette ha descritto efficacemente cosa sia la mafia, e con il suo fumetto “40 minuti di macchina” che allude al maxiprocesso “Aemilia” sta partecipando al concorso nazionale sulla delicata tematica, proposto dall’associazione antimafia dedicata a Peppino Impastato e Adriana Castelli.

In una intervista rilasciata alla web-radio del Festivaletteratura di Mantova, Bianca Soliani ha raccontato quanto sia efficace il linguaggio del fumetto che permette alle persone di metabolizzare determinati argomenti scritti nelle pagine di un libro. Preferisce disegnare con pochi colori, lasciando spazio al bianco e nero. Ama molto lo stile nei maestri dei fumetti e apprezza molto la serie comics “Archie Giant”.

«Una storia potrà essere anche bella e avvincente, ma se viene rappresentata con una grafica che non mi convince, o che trovo disordinata, non compro il fumetto – dice Bianca –. È chiaro che lo stile deve essere curato, ma molto importanti sono anche le idee; anzi, soprattutto le idee».

A Bianca è sempre piaciuto disegnare. Lo fa da quando aveva 4 anni. I suoi primi schizzi li ha fatti su dei fogli seduta sui tappeti di casa. Bianca, molto matura per la sua età, nel realizzare la sua presa di coscienza contro il fenomeno mafioso ha letto libri di Luigi Garlando in seconda media, poi al liceo ha svolto una ricerca mirata su Roberto Saviano, per via di una ricerca generale sulla Campania. Ha partecipato a diversi incontri formativi in classe con i volontari di Libera e, grazie a tutte le informazioni raccolte, ha realizzato il fumetto “40 minuti di macchina” per partecipare al concorso “Il fumetto dice no alla mafia”, sostenuta e incoraggiata della professoressa di latino e italiano Daniela Codeluppi, che ben conosce interessi e creatività della sua allieva. —

MAURO PINOTTI

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