Dopo mesi di polemiche il centro diurno è pronto e riapre il primo ottobre

L’annuncio del sindaco Paoli che mette i puntini sulle i dopo i rinvii e le battaglie politiche: «Ora la Regione metta mano alle politiche per gli anziani»

BAGNOLO. Riaprirà il primo ottobre, il centro diurno di via Marconi, ancora chiuso, nonostante il via libera dato dall’ordinanza del presidente della Regione Stefano Bonaccini lo scorso 17 giugno, a partire dal 22 dello stesso mese. Ad annunciarlo è il sindaco Gianluca Paoli in una nota diffusa ieri: «Il prossimo primo ottobre il servizio ripartirà, migliorato nell’offerta e in una struttura riqualificata, in totale sicurezza e nel rispetto di tutte le nuove prescrizioni».

Per il primo cittadino è l’occasione per mettere i punti sulle i riguardo a una questione che aveva sollevato non poche polemiche. Lo fa ribadendo quello che per lui deve essere un punto di partenza “sine qua non” per aprire un qualsiasi dibattito: la consapevolezza «di rappresentare un’eccezione all’interno del nostro contesto territoriale, per essere l’unico caso in provincia in cui il soggetto gestore ha proceduto al recesso dell’accreditamento durante il periodo di sospensione deciso dai vari dpcm» dovuto all’emergenza Covid 19.


Dice Paoli: «Da diverse settimane l’amministrazione comunale è impegnata, con tutta la struttura amministrativa e in coordinamento con l’Ausl, per riattivare un servizio che, a differenza di tutti gli altri centri diurni presenti in provincia, si è dovuto ripensare letteralmente da zero». E non mancano le critiche alla vecchia gestione. «La struttura di via Marconi, affaticata da anni di gestione e cura approssimativa, ha imposto interventi di manutenzione sia sul versante impiantistico che di adeguamento alle più recenti normative sanitarie – ha aggiunto il sindaco –. La soluzione operativa trovata, in discontinuità con il passato, è l’affidamento della nuova gestione all’Asp “Opus Civium”, l’azienda di servizi dell’Unione Terra di Mezzo, che ha finalmente permesso di individuare un soggetto serio e affidabile ma che ha anche costretto all’attivazione di procedure e autorizzazioni complesse, che si sono aggiunte a tutto quanto già seguito dalla Asp stessa, fortemente impegnata nel riattivare servizi delicati come i servizi educativi per l’infanzia e la riapertura della Cra di Castelnovo Sotto e del Centro diurno di Cadelbosco Sopra».

Alle famiglie che si sono trovate nell’urgenza di seguire i propri congiunti anziani più fragili, spesso affetti da patologie importanti dal punto di vista cognitivo e neurologico, è arrivata la mano tesa dei servizi sociali grazie potenziamenti di assistenza domiciliare e ricoveri di sollievo per i casi più difficili.

«Un prolungamento dell’attesa che sappiamo essersi tradotto in maggiori pesi e fatiche per i familiari – commenta Paoli – e che l’amministrazione ha cercato di contenere il più possibile per giungere quanto prima a una soluzione ottimale».

E il risultato finalmente è arrivato con la riattivazione del servizio, che, dice Paoli, «non è mai stata messa in discussione» anzi, ora «viene restituito al paese in completa sicurezza e basato su un progetto socio-sanitario finalmente valido a tutela di ospiti e operatori sanitari».

« Dopo tanta attesa, questo sforzo corale di amministratori, servizio sociale, Ausl e Asp, troverà soddisfazione – prosegue – con la riapertura della struttura, che ospiterà un primo gruppo di 7 utenti». L’amministrazione si assumerà tutti i maggiori oneri dovuti al rispetto delle normative Covid, in modo da non appesantire la contribuzione richiesta alle famiglie.

«Resta però un problema irrisolto – precisa il sindaco – la sostenibilità sul lungo periodo, per la cui soluzione occorrerà dialogare con la Regione Emilia Romagna e la nostra Azienda sanitaria. Riteniamo che sia ora che il governo regionale, dopo gli importanti sforzi compiuti sul versante della scuola e del trasporto, riporti al centro delle proprie preoccupazioni anche le politiche per la popolazione più anziana, così duramente provata in questi mesi di pandemia. Per mantenere il livello di welfare di cui siamo giustamente orgogliosi occorre urgentemente un intervento chiaro e concreto anche su questo versante». —

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