Battesimo per la Ciclovia Emilia con cinque itinerari nella Bassa

Nata e sviluppatasi da un progetto del 2018, è stata presentata ieri in Provincia coinvolge i Comuni di Campagnola, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo e San Martino

RIO SALICETO. Battesimo ufficiale, ieri mattina nella sede della Provincia a Reggio, della Ciclovia Emilia, denominata nello specifico “Terre di Po in bici”. Si tratta di un progetto che ha preso vita nel 2018 grazie alla collaborazione intrecciata fra i Comuni di Rio Saliceto, Campagnola Emilia, Fabbrico, Rolo e San Martino in Rio, e che si avvale del supporto di Destinazione turistica Emilia.

Tutti gli attori dell’iniziativa sono stati felici di presentare i frutti di un lavoro che si propone di valorizzare i pregi di un territorio padano ricco di tesori spesso ignorati, che vanno dall’ambiente ai monumenti, dalla tipica ospitalità emiliana alle specialità gastronomiche. Un biglietto da visita che può costituire motivo di richiamo di visitatori e appassionati di cicloturismo lungo cinque itinerari che si snodano fuori dalla viabilità ordinaria, al riparo dal traffico e dal rumore delle auto, lungo 150 chilometri di vie pianeggianti che corrono ora su strade vicinali, ora lungo argini e tratti sterrati, sempre in estrema sicurezza e con tante sorprese.


Al sindaco di Rolo, Luca Nasi, il compito di presentare il percorso che consente di pedalare senza tanta fatica nella Bassa reggiana, anche a gruppi, a famiglie intere: un’idea suggerita nel 2015 dal cicloamatore Fausto Gazzoli.

Soddisfatto del lavoro che ha accomunato diverse realtà locali pure Lucio Malavasi, primo cittadino di Rio Saliceto, che ha annunciato l’arricchimento di una specifica segnaletica lungo i tracciati che portano a luoghi ricchi di cultura e di altri pregi.

Il sindaco di Campagnola, Alessandro Santachiara, ha infine esaltato la capacità dimostrata delle diverse realtà locali di operare congiuntamente per un unico condiviso obiettivo.

Non è mancato l’apporto di tre assessori, tre donne, che si sono soffermate sulle specificità dei luoghi indicati e sui dettagli che arricchiscono: una app, una cartografia e il sito telematico che confermano come il programma sia partito con il piede giusto. Le voci erano quelle di Luisa Ferrari di San Martino, Lara Baraldi di Rio Saliceto ed Elisabetta Pozzetti di Fabbrico.

Ha completato la carrellata, per Destinazione turistica Emilia, la presidente Natalia Maramotti, che ha evidenziato l’intelligenza del proposito di dare visibilità al nostro territorio attraverso il turismo sportivo: si vive all’aria aperta ed è alla portata di tutti, anche in periodo di pandemia.

Un metodo promozionale che potrà essere di esempio in vista della scelta delle energie da distribuire fra i Comuni della Regione che si apprestano a programmare l’attività del prossimo anno. Il turismo – ha ricordato Natalia Maramotti – rappresenta l’11% del prodotto interno lordo dell’Emilia Romagna.

A nome dell’amministrazione provinciale, Nico Giberti ha concluso l’incontro esaltando il progetto come “tappa” di unione delle realtà locali e valido investimento della filiera regionale. Una ottima idea per un “turismo breve” che mette in rete aree diverse e presenta valide finalità per tutti i protagonisti.—

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