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Storie e personaggi del paese rivivono nel libro di Munarini “Casinesi illustrati”

Nel volume gli aneddoti annotati dall’autore fin da giovane suffragati dalle fotografie raccolte con il contributo di molti

CASINA. C’è “Gavasola”, il famoso meccanico di trattori e automobili, ma anche delle macchine da cucire Necchi che, durante la guerra, assemblò una radio per ascoltare radio Londra. E Primo “dal Carobbi” e le sue poesie in dialetto. La “Desolina”, che vendeva dolciumi e girava le frazioni con la cesta. E “Tamburina”, che aveva il chiosco in piazza e faceva anche l’astrologa con le carte e sapeva tutto dei playboy del paese.

La presentazione


Persone vere, che diventano personaggi e animano con le loro storie il libro di Giorgio Munarini “Casinesi illustrati” (stampato dalla Nuovappennino scs di Felina) presentato, nel rispetto delle misure anti Covid, domenica 13 settembre nell’arena della Cantoniera davanti a un folto pubblico.

A fare gli onori di casa, il sindaco Stefano Costi, le professoresse Ivanna Rossi, Giovanna Caroli e il direttore di “TuttoMontagna” Michele Campani che, per oltre un anno, hanno lavorato a vario titolo per la stesura del volume. È stato un susseguirsi di emozioni di ricordi, di aneddoti, durante l’ora e mezzo di intervista dei tre relatori all’autore.

Giorgio Munarini, fra il serio e il faceto, e con il suo modo unico, ironico e dialettale di raccontare la storia e gli aneddoti degli ultimi, diciamo, 100 anni, ha tenuto tutti con il fiato sospeso, incuriositi nell’apprendere i ricordi che in molti dei presenti hanno rivissuto.

Chi ha raccolto e poi elaborato la mole di immagini e di “pizzini”, così chiamati i biglietti con le storie e le notizie, ha dovuto tagliare e censurare, altrimenti ne sarebbe risultata un’opera immane.

Personaggi e aneddoti

Nel libro sono tanti gli aneddoti. Si racconta anche della coppa vinta al Torneo della Montagna nel 1966 e sparita durante la cena di festeggiamento e di come la stiano ancora cercando. Tra i tanti personaggi c’è anche il geometra Sergio Delia, che aveva progettato un tetto con l’erba sopra e i conigli che la tenevano rasata.

L’amarcord

Quello che non c’è sul libro è già stato raccontato da Giorgio a Casina nei tanti sabato mattina con gli amici in centro, di fronte alla sua casa natale al bar Diana. Da questo palcoscenico da anni recita con ironia e spirito il copione di un amarcord geniale e divertente che, finalmente, ora tutti potranno scoprire leggendo il libro. Perché lui, memoria storica di Casina, ha raccontato nel libro il suo paese e la sua famiglia, e quello che non è scritto passerà ai posteri con il passaparola.

L’autore

L’autore, nato a Casina negli anni quaranta del ’900 da una famiglia storica di macellai, sa tutto del suo paese: da piccolo, sui gradini della macelleria dei genitori, ha ricordato Caroli, «ha registrato tutto» e, anche quelli più anziani di lui sul libro troveranno storie che non conoscevano. Nel libro, l’autore cita tanti personaggi: tra questi Ennio Sassi, detto “Gavasola”, dal nome di una borgata, appunto, famoso meccanico d’ingegno; Primo Boni, “dal Carobbi”, Desolina e altri. Si legge anche dello storico parroco don Nando Barozzi che andò a Parigi a sposare in Notre-Dame (nel libro c’è la foto) l’autore di questo libro, e poi, ancora, di Angiolino Filippi e sua moglie Iride Vignali. E anche si racconta di Battista Caroli e l’Eda ad Bacin, di Mastòla Rinaldi e Libero da la Strada e, anche, della Tamburina, un vero personaggio, e dei playboy del paese: Pigi, Schissaro, Buracia, Pelami, Angiolino, Renso d’Olga, Pavel da Giandee, Raimond di Rossi. E di Caracia che aveva il bazar di orologi e quando usciva metteva il cartello “Torno subito”, e così aveva fatto anche quando andò in Spagna per 15 giorni. Poi c’è Vittorio Venturi, che nel cortile metteva all’aria il suo cappello da bersagliere.

E ancora Alfredino, detto “lupo”, e Feroce, anche se era molto socievole e disponibile, che si faceva accompagnare (anche per aiutarlo) da Artemio Scolari nei suoi viaggi di lavoro.

Le ricerche

Munarini ha scritto delle guerre dei colonizzatori dell’impero e dei partigiani, dei sindaci e di tutto fin quasi ai nostri giorni. Bisognerà leggere il libro per scoprire le tante altre cose del paese. Erano anni che l’autore, imprenditore e in gioventù ottimo calciatore (parla tanto di calcio nel volume) voleva raccontare un po’ di storia del paese dove è nato e, finalmente, dopo più di un anno di ricerche fotografiche il volume è pronto.

Le notizie e i testi e gli aneddoti erano già in salvo nella sua mente da tempo. Mancavano le foto, e i compaesani, quando hanno saputo di questa sua intenzione, hanno cominciato a consegnarle senza che lui le richiedesse.

Una grande dimostrazione di stima e di considerazione, e lui, che da sposato e per ragioni di lavoro abita a Viano, ha apprezzato molto. Da sempre però ogni sabato mattina, e quando può, torna a Casina (perché questo, dice lui, «è e sarà per sempre il mio paese»), dove incontra i suoi amici che gli vogliono bene. E poi qui abitava suo fratello Leandro, da poco deceduto, e dove c’è anche la sua casa di famiglia.

La «mappa dei ricordi»

Un’opera, questa, che Ivanna Rossi, nella sua presentazione, definisce «una mappa dei ricordi». Sarebbe potuta diventata un’autentica enciclopedia. Per Munarini c’è solo un grande rammarico: di non avere vicino e non poter condividere con lui questo grande evento il suo grande amico di collegio, studi e vita Lino Filippi, ragioniere come lui, che abitava in paese ed è venuto a mancare nel luglio 2018. Lui avrebbe aiutato Giorgio (che in collegio chiamavano Casina, perché parlava spesso del suo paese) nella raccolta di molte altre foto e notizie.

L’autore, che dell’amicizia e del senso di appartenenza ha fatto uno dei suoi credo, ha portato a termine un progetto che racconta tante storie di quasi un secolo di vita, guerre comprese.

La pubblicazione del libro e la sua presentazione sono stati il coronamento di una grande e appassionante fatica. Le tante fotografie raccolte e pubblicate faranno riscoprire la storia di un paese e delle persone che sono vissute negli anni della fatica, del dolore e anche della miseria fino quasi ai nostri giorni. —

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