Semafori e zona 30 L’ira dell’Aci Reggio sulle modifiche del nuovo codice

Franzoni, presidente provinciale dell’Automobile Club «Troppa confusione e norme diverse in ogni Comune»

REGGIO EMILIA. «Il Codice Stradale non deve muoversi nella direzione sbagliata ed è positiva l’attenzione alla sicurezza in ambito urbano dove sono troppi gli incidenti e i morti, ma siamo preoccupati che le nuove norme risultino difformi e differenziate da Comune a Comune creando confusione e comportamenti insicuri agli utenti della strada». La sicurezza di chi viaggia è un tema che sta a cuore a tutti. Tante, troppe sono infatti le vittime di incidenti stradali. Assume quindi particolare importanza la decisione del legislatore di mettere mano alla normativa che regola il Codice della Strada.

Attenzione però – dicono gli esperti – a non commettere errori. Ed è proprio ciò che precisa l’Automobile Club di Reggio, che per voce del presidente provinciale, ingegner Marco Franzoni, concorda sulla volontà di semplificare il Codice, ma invita non a dettare comportamenti difettosi, lacunosi, difformi sul territorio.


Una prima critica, in sintonia con il presidente nazionale dell’Aci Angelo Sticchi Damiani, riguarda la durata del giallo nei transiti regolati da un semaforo.

«Credo sia un errore – scrive Franzoni – stabilire che tutti i gialli siano tarati sui 3 secondi. Non tutti gli incroci sono uguali e la giusta durata del giallo semaforico può essere diversa. Inoltre non ci sembra corretta la possibilità di istallare autovelox perfino sulle strade locali, dove vige il limite dei 30 chilometri orari. L’autovelox è un utile strumento per controllare gli utenti nei punti più critici o pericolosi, per avere la certezza che la velocità venga ridotta, per far guidare in sicurezza. Viceversa è diseducativo, se non addirittura pericoloso, quando è troppo diffuso e magari viene istallato per far cassa e non viene nemmeno correttamente segnalato come prevede la normativa». Un capitolo speciale dell’intervento dell’ingegner Franzoni è poi riferito all’uso della bicicletta.

«Restiamo fermamente contrari – precisa – alle bici contromano (in centro a Reggio, come noto, ciò è consentito, ndr) ed alla possibilità che possano transitare sulle corsie riservate al trasporto pubblico. I dati di incidentalità ci dicono che si tratta di pratiche estremamente pericolose anche in considerazione dell’esposizione al rischio del ciclista rispetto ai veicoli a quattro ruote: più di 50 volte superiore!».

Per il presidente provinciale dell’Automobile Club, «sembrerebbe che in città basti imporre il limite dei 30 chilometri orari e che la bicicletta possa avere la precedenza su tutti, proceda in senso di marcia opposto a quella dei veicoli, vada appaiata, magari sorpassi».

E ancora: «Questa sorta di “deregulation” della mobilità ciclabile secondo noi ha un forte effetto diseducativo e ciò che è concesso alle bici diventa di conseguenza omologato per i monopattini elettrici. È palese il fatto che nella mobilità metropolitana l’anarchia non va assolutamente d’accordo con la sicurezza stradale. Infine gli operatori ecologici dovrebbero limitarsi a segnalare le infrazioni al Corpo di Polizia Municipale senza sostituirvisi nel rilevare multe e rimuovere veicoli». —

L.V.. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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