Scuola, «Cari medici e infermieri questo inizio è per voi»

La lettera degli insegnanti dell’istituto comprensivo Don Dossetti di Cavriago: «Se ci sentiremo soffocare dalle mascherine, penseremo ai vostri miracoli»

CAVRIAGO. Il nuovo anno scolastico è finalmente iniziato. Per i bambini dalla seconda elementare in su è stato un atteso ritorno, per quelli di prima è stato un vero e proprio inizio e, come tradizione vuole, si è rivelato carico di aspettative e voglia di diventare grandi. In realtà si può però parlare di un nuovo inizio un po’ per tutti. Perché, ieri mattina, per tutti non è stato mica come gli altri anni di scuola.

Dopo mesi di stop per via del lockdown rimettere piede in classe, rivedere gli amici e gli insegnanti, tenendo la mascherina e cercando di mantenere il distanziamento, hanno reso tutto comunque diverso. Anche se le insegnanti e gli insegnanti ce l’hanno messa tutta per creare una bella armonia, per far iniziare al meglio questo strano anno scolastico e far trapelare un sorriso da sotto la mascherina attraverso l’espressione degli occhi. Gli insegnanti sono stati chiamati e sono chiamati tutto l’anno ad assolvere un compito molto importante: garantire tanta serenità e riportare, per quanto possibile, un po’ di normalità nella vita dei bambini e dei ragazzi.

Il segreto per riuscirci? È un po’ tutto racchiuso in questa lettera che hanno scritto maestri e professori dell’istituto comprensivo Don Dossetti di Cavriago, formato dalle scuole primarie Rodari e De Amicis e dalla secondaria di primo grado Galilei. Una lettera molto bella che integralmente pubblichiamo e che si rivolge al personale sanitario, preso come esempio per affrontare questa nuova sfida che è la scuola in presenza al tempo del Covid.

«Cari medici, infermieri, personale ospedaliero – scrivono a più mani i docenti di Cavriago – dedichiamo a tutti voi l’inizio di questa inedita avventura scolastica con le innumerevoli sfide che ci presenterà: ogni volta che sentiremo la mancanza del contatto umano con i bambini penseremo a quanto sia stato disumano per voi negare agli ammalati il conforto dei propri cari; ogni volta che ci sentiremo soffocare, imbavagliati dalle mascherine, penseremo che lo sforzo ci viene richiesto per sole cinque ore, mentre per voi sono cinque le ore di respiro in una giornata; ogni volta che saremo presi dallo sconforto e dall’ansia del “non ce la facciamo”, penseremo ai miracoli che con la vostra tenace resistenza e la vostra resilienza siete riusciti a compiere!» .

«Dedichiamo a voi e a tutti quelli che non ce l’hanno fatta i sacrifici di questo nuovo inizio! Buon anno scolastico 2020-21 a scolari, genitori, nonni, insegnanti, dirigenti, personale scolastico, sindaci, amministrazioni, enti locali e a tutti coloro i quali saranno uniti nell’affrontare questa nuova sfida» concludono. —

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